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Il silenzio indifferente nutre l’impunità

· In difesa dei bambini vittime di abusi ·

«Io ci sarò e tu?». L’invito è per domenica 6 maggio, a piazza San Pietro per recitare il Regina Coeli con il Papa, in occasione della “Giornata bambini vittime” della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza nei confronti della pedofilia. Giunta alla sua xxii edizione la giornata ha raccolto l’adesione di una quarantina di diocesi italiane, oltre che il sostegno della conferenza episcopale e il patrocinio del senato e della camera dei deputati. A promuovere l’iniziativa è l’associazione “Meter”, fondata e presieduta dal sacerdote siciliano don Fortunato Di Noto, parroco ad Avola, dove è direttore del primo ufficio pastorale per le fragilità, che tra i suoi compiti ha l’ascolto e l’accoglienza di quanti si trovano in situazioni di sofferenza legate ad abusi sessuali e adescamenti online. 

«È davvero doloroso e sconcertante constatare — scrive monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), in una lettera indirizzata a don Di Noto — che una società come la nostra, che per mille innovazioni e conquiste si ritiene progredita, così spesso non sappia muoversi in difesa dei minori, dei quali porta la responsabilità e che rappresentano il suo futuro. Quanti bambini — si chiede il presule — sono lasciati in balia di chi li sfrutta, nelle violenze più oscure della pedofilia e della pornografia infantile». Il segretario generale della Cei si sofferma sui bambini vittime dei loro carnefici, ma anche dell’indifferenza, «poiché si ritiene che la sola violenza capace di mietere vittime sia quella che si esercita con la forza o la sopraffazione. Al contrario — osserva monsignor Galantino — anche l’indifferenza fa del male, anch’essa è violenta e procura ferite che affondano nella vita delle persone e che diventano tanto più profonde quanto più si è deboli, come lo sono i piccoli». Dunque, «o si sceglie l’indifferenza, o l’impegno senza sosta: non c’è altra alternativa» conclude la lettera, annunciando che nei prossimi mesi la commissione della Cei per la tutela dei minori metterà a punto delle «linee di prevenzione e formazione da offrire al territorio».
«Nessuno ci venga a dire che la pedofilia, la pedopornografia, gli abusi sessuali e le violenze sistematiche sui bambini non sono un’emergenza globale. Siamo di fronte ad un tragico fenomeno, sistematico, in particolare quello della pedofilia on line, che rende alla criminalità un florido rendimento economico. Tutto ciò — spiega all’Osservatore Romano don Fortunato Di Noto — richiede un sussulto condiviso di condanna e un impegno instancabile fuori da autocelebrazioni e dichiarazioni ad effetto».

di Roberta Gisotti

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22 agosto 2019

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