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Per l’abolizione universale
della pena di morte

· ​Nuovo appello del Papa contro le esecuzioni capitali ·

Le risoluzioni dell’Onu «sulla moratoria dell’uso della pena di morte, che hanno come fine sospendere l’applicazione della pena capitale nei paesi membri, sono un cammino che è necessario percorrere, senza che ciò significhi desistere dall’iniziativa dell’abolizione universale». Lo ha sottolineato il Pontefice nel discorso in spagnolo consegnato a una delegazione della Commissione internazionale contro le esecuzioni capitali, ricevuta stamane, lunedì 17 dicembre, in Vaticano.

In particolare Papa Francesco invita «tutti gli stati che non hanno abolito la pena di morte ma che non la applicano, a continuare ad adempiere a questo impegno internazionale e a far sì che la moratoria non si applichi solo all’esecuzione della pena ma anche all’imposizione delle condanne a morte». Infatti, «la moratoria non può essere vissuta dal condannato come un mero prolungamento dell’attesa della sua esecuzione». Inoltre il Pontefice chiede «agli stati che continuano ad applicare la pena di morte di adottare una moratoria in vista dell’abolizione di questa forma crudele di punizione». Del resto, spiega, «per arrivare all’abolizione, che è l’obiettivo di questa causa, in certi contesti può essere necessario passare per complessi processi politici». Infatti «la sospensione delle esecuzioni e la riduzione dei delitti puniti con la pena capitale, come pure la proibizione di questo tipo di punizione per minorenni, donne incinte o persone con disabilità mentale o intellettuale, sono obiettivi minimi per i quali i leader di tutto il mondo devono impegnarsi».

Infine Francesco richiama «nuovamente l’attenzione sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, che sono un fenomeno purtroppo ricorrente in paesi con o senza pena di morte legale. Si tratta — evidenzia — di omicidi deliberati commessi da agenti statali, che spesso li fanno passare come risultato di scontri con presunti delinquenti o sono presentati come conseguenze non volute dell’uso razionale, necessario e proporzionale della forza per proteggere i cittadini». 

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