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Labirinto europeo

· I Paesi del gruppo di Visegrád pronti a erigere una barriera per impedire l’ingresso dei migranti ·

Posizioni sempre più rigide a pochi giorni dal vertice che dovrà stabilire le quote di ricollocamento

La Grecia ha fallito nella difesa dei confini di Schengen dall’immigrazione di massa, quindi i Paesi del gruppo di Visegrád devono attuare un piano b con la costruzione di un muro sul confine sud di Bulgaria ed ex Repubblica Jugoslava di Macedonia». 

Migranti sbarcano sull’isola greca di Lesbo (Ap)

Le parole del premier ungherese, Viktor Orbán, rendono bene il clima attuale del dibattito politico sull’emergenza immigrazione in Europa. A pochi giorni dal vertice del Consiglio Ue dedicato proprio all’immigrazione, i Paesi del gruppo di Visegrád (Polonia, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca), allargato alla partecipazione di Bulgaria ed ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, si sono riuniti ieri a Praga per cercare di fare fronte comune principalmente contro le aperture tedesche ai migranti e ai rifugiati e contro il piano di ricollocamenti dei richiedenti asilo (già deciso in sede comunitaria nei mesi scorsi, ma finora rimasto sulla carta). Pur esprimendo sostegno a una soluzione europea e condivisa della crisi, i Paesi di Visegrád hanno comunicato che, se la Grecia continuerà a non applicare le misure di controllo previste dall’Ue (i centri di registrazione: gli hotspots), partiranno i lavori per erigere una barriera che dovrebbe sigillare le frontiere della ex Repubblica Jugoslava di Macedonia e della Bulgaria contro l’arrivo di nuovi migranti e rifugiati.

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16 settembre 2019

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