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La xenofobia genera barbarie

· Condannate dal Comirr le violenze contro migranti venezuelani ·

Boa Vista, 23. «La pratica di atti violenti contro stranieri in situazione di vulnerabilità, oltre a essere reato, provoca il loro ritorno forzato al paese dal quale sono usciti a causa delle gravi e generalizzate violazioni dei diritti umani»; la mancanza di un lavoro integrato «per l’accoglienza, la protezione e l’integrazione dei migranti genera barbarie e ci svergogna a livello mondiale». Con una Nota de répudio, il Comitato per le migrazioni di Roraima (Comirr) condanna quanto accaduto giorni fa a Pacaraima, al confine con il Venezuela, dove si inasprisce l’emergenza umanitaria a causa dell’immigrazione da quel paese allo stato brasiliano di Roraima, con conseguente crescita di episodi di intolleranza, xenofobia e violenza. Sabato scorso, in risposta alla rapina e all’aggressione di un commerciante locale, parte della popolazione di Pacaraima ha attaccato con bastoni e sassi un gruppo di rifugiati e ha successivamente dato fuoco a due accampamenti improvvisati, sebbene tali immigranti non fossero in alcun modo coinvolti nella rapina.

Il Comirr, rete di istituzioni della società civile votata al servizio e alla tutela dei migranti (vi fanno parte tra gli altri diocesi di Roraima, servizio gesuita per i rifugiati, religiose scalabriniane e ong laiche), esprime un deciso ripudio della violenza: «Una risposta troppo timida da parte del governo federale nell’articolare un programma di inclusione — si legge nel documento diffuso dall’agenzia Fides — finisce per fomentare la crisi sociale nelle prime città di accoglienza». La rete critica alcune istituzioni che «seminano discriminazione e invocano misure populiste e incostituzionali» come la chiusura delle frontiere. «Episodi deplorevoli, come quello avvenuto, trovano ispirazione in discorsi e misure xenofobe», rileva il comunicato. Nel testo si ricorda che lo stesso stato di Roraima è in gran parte formato da persone provenienti da altri paesi. «Diciamo basta all’odio e sì all’accoglienza», conclude richiamando alla comune responsabilità di non incitare alla violenza.

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10 dicembre 2019

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