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La voce e il volto della Parola

· Il convegno dell’Apostolato biblico della Conferenza episcopale italiana ·

L’apostolato biblico «ha una consistenza ecclesiale non solo come animazione della pastorale in chiave biblica, ma come continuo alimento, all’interno della vita ecclesiale, di questo desiderio di conoscere Dio e, nelle Scritture — così come ci ricorda san Girolamo — conoscere il Figlio suo, Gesù Cristo». È quanto ha sottolineato oggi il vescovo Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, intervenuto in occasione del convegno nazionale dell’Apostolato Biblico, in corso di svolgimento, fino al 6 febbraio, a Roma. Lo scopo del convegno, promosso dal Settore Apostolato Biblico dell’Ufficio Catechistico Nazionale della Conferenza episcopale italiana (Cei), è «aiutare gli animatori biblici diocesani a comprendere e a comunicare correttamente un contenuto fondamentale, che richiede una competenza specifica e un atteggiamento intensamente credente»: il tema è infatti «Gesù Cristo, centro delle scritture nella prospettiva esegetica, teologica, catechistico/pastorale e liturgica».

Nel suo intervento, tenuto anche in occasione della presentazione della Miscellanea offerta in onore di don Cesare Bissoli, «Viva ed efficace è la parola di Dio. Linee per l’animazione biblica della pastorale» monsignor Crociata ha spiegato che «la lettura della Bibbia è di per sé aperta a un dialogo, non solo con colui che nella Bibbia parla e con colui che materialmente l’ha scritta e redatta, ma anche con tutti coloro che nei secoli hanno guardato a questo testo come a un testo di fede e lo hanno interpretato e vissuto». L’argomento scelto per il convegno è una delle tematiche fondamentali dell’Esortazione Apostolica Verbum Domini di Benedetto XVI: «Adesso, la Parola non è solo udibile, non solo possiede una voce, ora la parola ha un volto, che dunque possiamo vedere: Gesù di Nazareth» (n° 12).

All’inizio dei lavori, il direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale, don Guido Benzi, ha spiegato che «la Costituzione dogmatica Dei verbum fin dal suo proemio , citando la prima Lettera di Giovanni, focalizza la sua attenzione sulla centralità di Cristo e sull’esperienza che l’Apostolo ha fatto di lui». Quanto all’importanza della lettura della Bibbia nella prospettiva della nuova evangelizzazione, don Benzi — citando ancora la Costituzione dogmatica — ha aggiunto che «parlando Dio, per “mezzo di uomini e alla maniera umana”, sono necessarie e indispensabili quelle operazioni critiche ed esegetiche, che sole possono aiutare gli interpreti a penetrare il senso letterale dei testi». Nel concludere, il sacerdote ha poi puntualizzato che «anche per l’interprete, e non solo per gli autori biblici, si deve realizzare quella “intimità” nello Spirito che abbiamo visto essere presente negli autori antichi e pienamente nel Figlio». Una chiave di lettura è venuta, tra gli altri, anche dalla biblista suor Benedetta Rossi, la quale ha evidenziato come «la parola profetica svela la storia, portando alla luce dinamiche non immediatamente percepibili».

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14 dicembre 2019

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