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La voce dell’icona

· Immagine teologica e poesia nell’Oriente cristiano ·

«Una guida per meglio partecipare alle funzioni liturgiche»: firmandone il prologo, così Antonis Fyrigos definisce il volume di Manuel Nin, La voce dell’icona. Immagine teologica e poesia nell’Oriente cristiano (Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 2014, pagine 259, euro 18). 

«Il rapporto uditivo, che nell’Antico Testamento l’uomo aveva instaurato con Dio – scrive sempre Fyrigos – nel Nuovo Testamento s’innesta nel rapporto visivo con Dio: ora noi “vediamo l’inaudito e udiamo l’invisibile” (2Pt. 1, 16-19). La carne visibile e tangibile di Gesù, essendo la “carne” del Dio invisibile e ineffabile, diviene elogio della natura creaturale e della materialità. Il volto di Gesù di riprodotto sulla tavola di legno smette di essere eikon nel senso di parvenza e diviene a-letheia nel senso etimologico più stretto, cioè rivelazione del volto di Dio: diventa Verità».

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