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La voce della Chiesa

· Benedetto XVI a un gruppo di vescovi della conferenza episcopale francese in visita «ad limina» ·

Indispensabile una parola di verità per dare risposte concrete alle sfide pressanti del tempo

La Chiesa è portatrice del messaggio di Cristo, che non solo è espressione di un’identità religiosa, ma contiene  una saggezza tale da aiutare a trovare risposte concrete «alle questioni pressanti, e persino angoscianti, dei tempi presenti». I cristiani sono chiamati a dare voce alla parola di Cristo, poiché «sono convinto che è attesa», ha affermato in proposito Benedetto XVI incontrando sabato mattina, 17 novembre, vescovi della conferenza episcopale francese in visita ad limina.

Richiamandosi alla ricchezza della lunga storia cristiana della Francia — «una ricchezza, ha detto, che non può essere ignorata o sminuita» — il Pontefice ha ribadito il diritto della Chiesa a far  sentire la propria voce «senza posa e con determinazione». Essa, ha proseguito «lo fa nel rispetto della tradizione francese in materia di distinzione tra le sfere di competenza della Chiesa e di quella dello Stato». Del resto quella che i vescovi francesi trasmettono «è una parola indispensabile di verità, che libera e apre i cuori alla speranza». Soprattutto se presentata con carità e come parola di Dio rivolta a tutti gli uomini «essa trova sempre un’accoglienza favorevole». Un messaggio, questo del Papa, rivolto  ai laici cristiani, in particolare a quelli impegnati nella cosa pubblica, ai quali, insieme  con i vescovi, spetta la responsabilità di  essere attenti ai progetti di legge che possano nuocere in qualche modo alla «protezione del matrimonio tra l’uomo e la donna, alla salvaguardia della vita dal concepimento sino alla morte, e al giusto orientamento della bioetica». Benedetto XVI ha poi condiviso la preoccupazione dei vescovi per la trasmissione della fede alle nuove generazioni. Un dovere assolto in molte famiglie, le quali a maggior ragione hanno bisogno di essere sostenute. Questo servirà anche per rispondere alle sfide di una società che «non sempre  condivide  gli insegnamenti di Cristo e che persino cerca di ridicolizzare o emarginare la Chiesa nell’intento di confinarla unicamente nella sfera privata». È dunque necessario testimoniare — «senza arroganza» ma «con coraggio» — fedeltà all’insegnamento morale della Chiesa.

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23 ottobre 2019

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