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In favore della vita

· ​I presuli delle Filippine e la legge che reintroduce la pena di morte ·

Manila, 7. Un ultimo appello ai legislatori affinché si oppongano alla reintroduzione della pena di morte per reati legati alla droga, prossima all’approvazione, è stato lanciato dalla Conferenza episcopale delle Filippine.

Il parlamento, infatti, intende ratificare in queste ore il disegno di legge, nella sua terza e finale lettura, che prevede la reintroduzione della pena di morte nell’arcipelago asiatico. Nell’appello, i rappresentanti della Chiesa hanno esortato i parlamentari a esprimere il proprio parere in una votazione nominale. È stato in particolare monsignor Broderick S. Pabillo, vescovo ausiliare di Manila, a criticare infatti la scelta dell’assemblea legislativa di procedere con una votazione a voce ma anonima. «La camera bassa — ha dichiarato monsignor Pabillo — ha scelto la morte e non la vita. Hanno anche avuto paura di essere identificati. Si sono rifiutati di votare in maniera nominale».

Monsignor Ramon C. Argüelles, arcivescovo di Lipa, ha sottolineato quanto sia stato paradossale che la misura sia stata approvata, in uno dei suoi passaggi parlamentari, proprio il mercoledì delle ceneri, «il primo giorno di un tempo di conversione dalle malvagità. I legislatori — ha detto — scelgono di andare contro la parola di Dio. Scelgono la morte in nome del popolo».

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