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La virtù dei piccoli

· ​All’udienza generale il Pontefice inizia un nuovo ciclo di riflessioni dedicate alla speranza e chiede che nessuno sia escluso dal riconoscimento dei diritti umani ·

«La speranza è la virtù dei piccoli», perché «i grandi, i soddisfatti» non la «conoscono; non sanno cosa sia». È dedicato proprio alla «speranza cristiana» il nuovo ciclo di catechesi inaugurato dal Papa durante l’udienza generale di mercoledì 7 dicembre, nell’Aula Paolo VI.

Conclusa la serie di riflessioni sulle opere di misericordia — che hanno scandito l’anno giubilare — il Pontefice ha iniziato ad approfondire il nuovo tema, chiarendo subito che «l’ottimismo delude, la speranza no! Ne abbiamo tanto bisogno — ha commentato arricchendo il testo preparato con numerose considerazioni personali — in questi tempi che appaiono oscuri, in cui ci sentiamo smarriti davanti al male e alla violenza che ci circondano, davanti al dolore di tanti nostri fratelli. Ci sentiamo scoraggiati, perché ci troviamo impotenti e ci sembra che questo buio non debba mai finire». Ma secondo Francesco «non bisogna lasciare che la speranza ci abbandoni, perché Dio con il suo amore cammina con noi». E così «ognuno di noi può dire: io spero, ho speranza, perché mi porta per mano».

Il Pontefice ha insistito soprattutto sui momenti di difficoltà. «Quando siamo nel buio — ha spiegato — non viene il sorriso, ed è la speranza che ci insegna a sorridere». Infatti, «una delle prime cose che accadono alle persone che si staccano da Dio è che sono senza sorriso. Forse sono capaci di fare una grande risata, una battuta... ma manca il sorriso! Il sorriso lo dà solo la speranza». Ecco perché «quando ci troviamo davanti a un bambino, possiamo avere tanti problemi, ma ci viene da dentro il sorriso, perché ci troviamo davanti alla speranza». Da qui l’invito a «saper vedere nella vita il cammino della speranza che ci porta a trovare Dio che si è fatto Bambino».

Del resto, ha constatato il Pontefice «non possiamo negare che il mondo di oggi è in crisi di fede. Si dice “Io credo in Dio, sono cristiano” — “Io sono di quella religione”» ma poi la vita concreta è ben lontana dall’ideale cristiano. Anzi «è ben lontana da Dio! La religione, la fede» è ridotta a una semplice espressione esteriore, mentre «si tratta di tornare a Dio, convertire il cuore a Dio» nella consolante certezza che «Lui ci aspetta».

Al termine dell’udienza, salutando i vari gruppi di fedeli, il Papa ha lanciato un appello affinché — alla vigilia di due importanti giornate promosse dalle Nazioni Unite: quella contro la corruzione, che ricorre il 9 dicembre, e quella per i diritti umani, il 10 — «nessuno sia escluso dall’effettivo riconoscimento dei diritti fondamentali della persona umana».

La catechesi del Papa 

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