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La violenza sulle donne

· Il mensile “donne chiesa mondo” ·

Due quadri. Il primo è Aiace e Cassandra (1886) di Joseph Solomon: lui così scuro, forte, terreno, tutto muscolo e pugno; lei, di un candore abbagliante, caricata sulla spalla del predatore, colta in un movimento che sembra di danza. Aiace ha un volto, nel quadro; quello di Cassandra nemmeno si vede.

La seconda opera, invece, è La ninfa Corisca e il satiro (1635-1640) di Artemisia Gentileschi: qui il centro è lei, la vittima; sebbene molestata e rincorsa, la giovane viene ritratta in piedi mentre fugge, decisa e combattiva in ciò che non vuole. Ecco come cambia la violenza sulle donne — tema di questo numero — quando a raccontarla e commentarla sono le donne stesse. Abbiamo qui tentato di raccontare, con voce di donne, la violenza sulle donne nelle sue sfaccettature storiche, attuali, religiose, domestiche e belliche.

Se c’è un colore per la violenza, questo è il rosso. Eppure nessuno come le donne e quanto le donne sa che il rosso non è solo sinonimo di violenza, ferita, minaccia, marchio o morte. Il rosso è anche l’allegria contagiosa, è il fuoco che scalda, seduce e cuoce, è la vita che si ripropone. Che dà, a noi donne, la forza travolgente dell’amore e della creazione. Che la vittima de La violenza di Isabella Ducrot si possa alzare; che non sia mai più costretta a ritrovarsi accucciata nel tentativo di difendersi. Che, soprattutto, possa portare il suo colore con gioia e fierezza.

Proprio per questo vogliamo fare nostra la proposta presentata da William Hague, ministro degli Esteri britannico, che ha voluto tra le priorità della politica del suo Paese la lotta contro le violenze sessuali durante i conflitti. Un impegno che ha portato gli Stati membri del g8 a votare, nell’aprile scorso, una dichiarazione.

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23 agosto 2019

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