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La vicinanza del popolo italiano al vescovo di Roma

· Concerto offerto al Papa dal presidente Napolitano ·

Tra Italia e Santa Sede c’è un singolare «rapporto di vicinanza e collaborazione», di cui Benedetto XVI e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sono «entrambi convinti e attivi custodi».

È lo stesso capo di Stato italiano a sottolinearlo nelle parole rivolte al Pontefice giovedì sera, 6 maggio, in occasione del concerto offertogli per il sesto anniversario dell’inizio del pontificato.

«Dalla sua costante attenzione alle ragioni della nostra coesione e unità nazionale — assicura Napolitano salutando il Papa nell’Aula Paolo VI, dopo essersi intrattenuto con lui a colloquio privato per circa venti minuti — traiamo motivi di grande conforto e fiducia».

Un’attestazione che Benedetto XVI, da parte sua, apprezza e conferma, manifestando in modo particolare la sua riconoscenza per «la vicinanza del caro popolo italiano al Vescovo di Roma». E invitando l’Italia, «che celebra — ricorda — i 150 anni dell’unificazione politica», a essere «fiera» di due «sommi musicisti» come Antonio Vivaldi e Gioacchino Rossini, autori rispettivamente del Credo e dello Stabat Mater eseguiti durante il concerto dall’orchestra e dal coro del teatro dell’Opera di Roma diretti da Jesús López Cobos.

Due «capolavori», li definisce il Pontefice, che esprimono «il senso profondo dello stupore» dell’uomo di fronte al mistero e trasmettono a chi li ascolta «un’intensità emotiva che diventa preghiera accorata».

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14 ottobre 2019

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