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La via di Dio e la via dell’uomo

· Moltissime persone in piazza San Pietro per l’Angelus prima dell’inizio degli esercizi spirituali in Vaticano ·

Il grazie del Papa per la preghiera dei fedeli in questi giorni difficili

«Grazie per la vostra preghiera in questi giorni per me difficili». Si rivolge ai suoi connazionali, Papa Ratzinger, e manifesta riconoscenza per il loro sostegno. Li individua in una piazza straripante di gente, venuta da ogni dove, per esprimergli ammirazione, gratitudine, vicinanza. I fedeli tedeschi si annunciano con un grande cartello dove è scritto semplicemente Danke. In quella parola il sentimento prevalente di quanti ieri, domenica 17 febbraio, hanno voluto cogliere l’occasione dell’Angelus — il penultimo del pontificato prima di quello in programma il 24 — per salutare il Pontefice unendosi a lui nella preghiera.

A loro Benedetto XVI ha affidato una consegna precisa: cercare la via di Dio, che non è la stessa dell’uomo; e rimettere Cristo, e non l’egoismo o la sete di potere, al centro della vita. In ogni momento dell’esistenza — ha ricordato — «siamo di fronte a un bivio: vogliamo seguire l’io o Dio? L’interesse individuale oppure il vero Bene, ciò che è realmente bene?». Una domanda alla quale rispondere senza cedere alla tentazione di «strumentalizzare Dio per i propri interessi, dando più importanza al successo o ai beni materiali».

Terminata la preghiera, la piazza si scioglie in un applauso ricco di calore e affetto. Applauso che si ripete ogni volta che il Pontefice saluta nelle diverse lingue i gruppi presenti. Per tutti ha una parola di gratitudine. E agli spagnoli chiede in particolare di pregare «per il prossimo Papa».

Alla fine, la benedizione e il saluto di Benedetto XVI, con il suo classico agitare le dita delle mani protese verso la gente. Poi il Pontefice scompare dietro la tenda della finestra che si chiude lentamente, per lasciare spazio al silenzio nel quale ora si immerge per vivere la settimana degli esercizi spirituali quaresimali. A guidare le meditazioni, iniziate nello stesso pomeriggio di domenica, è il cardinale Ravasi. Anche per lui il filo conduttore è quello del confronto tra il volto di Dio e il volto dell’uomo, vissuto attraverso la preghiera del salterio.

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17 novembre 2019

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