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La vera sfida europea

· ​Mogherini chiede più strumenti per gestire l’emergenza migranti mentre il Mediterraneo è segnato da nuove tragedie ·

«La redistribuzione dei profughi è difficile da un punto di vista organizzativo, ma possibile e necessaria». Così l’Alto commissario per la politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, è intervenuta oggi — in un’intervista al quotidiano italiano «Il Sole 24 Ore» — per fare il punto sul nodo dell’immigrazione. La cosa fondamentale da capire — ha spiegato — è che «il Principio di Dublino non dà all’Unione gli strumenti per reagire al fenomeno dell’immigrazione, provocato da guerre, povertà e cambiamenti climatici. Nessun Paese può gestire il fenomeno da solo». La crisi che stiamo vivendo in Europa «non è dovuta al numero di rifugiati in arrivo dal Nord Africa o dal Vicino oriente, ma alla mancanza di strumenti comunitari. Lo scollamento tra fenomeno europeo e strumenti nazionali è grave. La crisi peggiorerà, con reazioni a catena delle pubbliche opinioni e dei Governi nazionali, se non ci doteremo di strumenti all’altezza». Senza questi, «c'è il rischio della disintegrazione; viceversa, se ci dotiamo di strumenti comunitari — e non sarà facile — potremmo fare un salto avanti nell’integrazione». Parole molto simili a quelle usate da Mogherini sono state pronunciate dal presidente del Parlamento Ue, Martin Schultz, che al «Corriere della sera» ha spiegato: «Ci sono divisioni politiche chiare nell’Unione europea ed evidentemente può esserci un impatto sul mercato unico. Certi Stati credono ancora che si possano dare risposte su scala nazionale a un problema globale. È semplicemente impossibile. Questa è una sfida globale, oggi l’instabilità attorno all’Unione rischia di creare flussi ancora maggiori». Gli interventi di Mogherini e Schultz arrivano a meno di 24 ore dalle ultime gravi tragedie. Diversi bambini sono annegati, ieri, nel disperato tentativo di raggiungere l’Europa passando dalla Turchia e dalla Grecia attraverso un Mar Egeo.

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