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La Tunisia volta pagina

· Eletto il presidente dell’Assemblea costituente ·

L’apertura dei lavori dell’Assemblea costituente — nella sede del vecchio Parlamento tunisino nel palazzo del Bardo — è stata presieduta da Foued Mebazaa, presidente della Repubblica ad interim. Con lui erano il primo ministro del Governo transitorio, Béji Caïd Essebsi e alcuni ministri, oltre che rappresentanti di partiti politici, istituzioni e organizzazioni tunisine. L’auspicio è che la nuova Assemblea getti le basi di una solida architettura democratica, elaborando un quadro di regole condivise da tutte le componenti del popolo tunisino. Le prime votazioni per le cariche di presidente e vice presidente dell’Assemblea costituente sono avvenute nel segno del compromesso tra i partiti che hanno vinto le prime elezioni libere dopo il regime di Ben Ali e segnano un passo decisivo nel processo democratico in Tunisia. L’attuale segretario del partito progressista Ettakatol, Mustapha Ben Jaafar, è stato eletto presidente dell’Assemblea costituente, i cui membri si sono riuniti ieri per la prima volta a Tunisi dopo le consultazioni del 23 ottobre. Ben Jaafar è stato eletto a scrutinio segreto con 145 voti, mentre l’altra candidata alla presidenza Maya Jribi, leader del Partito democratico progressista, ha ottenuto 68 preferenze. Mehrezia Laabidi, deputata di Ennahdha, e Arbi Ben Salah Abid, deputato del Congresso per la Repubblica, sono stati eletti rispettivamente primo e secondo vice presidente dell’Assemblea costituente. La votazione, avvenuta con liste separate, ha assegnato 142 voti alla Laabidi e 146 ad Abid; 214 i votanti. Un migliaio di persone si sono riunite ieri per protesta davanti alla sede dell’Assemblea costituente a Tunisi. In particolare, i manifestanti hanno contestato il segretario generale di Ennahdha, Hamadi Jebali, che ha allarmato laici e liberali parlando nella necessità di ricreare uno Stato islamico, in Tunisia. Il partito moderato islamico Ennahdha, vietato sotto la presidenza Ben Ali, si è aggiudicato 89 seggi nell’Assemblea costituente composta da 217 rappresentanti. Il Congresso della Repubblica, partito di sinistra dell’attivista per i diritti umani Moncef Marzouki, e quello socialdemocratico Ettakatol contano rispettivamente 27 e 20 seggi. Il compito principale dell’Assemblea è quello di riscrivere la Costituzione. Tra i manifestanti, anche molte donne attiviste per i diritti umani e parenti delle oltre duecento persone che sono state uccise nel corso delle rivolte che hanno portato alle dimissioni del presidente Ben Ali, fuggito con la moglie Leila in Arabia Saudita il 14 gennaio. Tra le richieste dei manifestanti che venga fatta giustizia per i loro parenti rimasti uccisi.

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