Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

La tragedia nel Mediterraneo
interpella l’Europa

· ​Si moltiplicano gli interventi per chiedere azioni più incisive di soccorso e di accoglienza ·

Si susseguono nei porti italiani gli arrivi di migranti e profughi soccorsi mentre attraversano il Mediterraneo su imbarcazioni sempre meno sicure, messe in mare da scafisti criminali. 

Oggi ne sono arrivati circa 450 a Messina, molti dei quali in difficili condizioni di salute, e un centinaio a Cagliari, dove la polizia ha arrestato due sospetti scafisti. Dopo quelle che hanno funestato i giorni scorsi, non si sono registrate altre perdite di vite umane.

Oltre alla cronaca quotidiana, tuttavia, numeri sempre crescenti — a partire da quello di quasi mille morti dall’inizio dell’anno — delineano nel Mediterraneo una tragedia che non può essere ricondotta a un’emergenza contingente, ma che assume le dimensioni di una condizione epocale che interpella l’Europa. Da più parti si moltiplicano le sollecitazioni affinchè i Governi dell’Unione europea trovino risposte concordi. La questione troverà spazio nel confronto tra i ministri degli Esteri dei ventotto Paesi dell’Ue, nel Consiglio fissato per lunedì prossimo a Lussemburgo, che ha tra i temi in agenda la crisi in Libia. Alla degenerazione della situazione nel Mediterraneo contribuisce proprio quella libica, dove da tempo agiscono indisturbati gruppi criminali che gestiscono — almeno nelle sue ultime fasi — il traffico di esseri umani verso le coste europee. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE