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Una tragedia dimenticata

· Sempre più rohingya costrette alla fuga nel Myanmar ·

Senza fine il dramma dei rohingya, la minoranza etnica musulmana del Myanmar. Nelle ultime ore, almeno 22.000 persone sono fuggite in Bangladesh, portando a più di 65.000 il numero dei rohingya costretti alla fuga a causa di una vasta offensiva da parte dell'esercito governativo. 

Uomini di etnia rohingya in un campo profughi

Lo hanno reso noto fonti dell’Onu, che considerano i rohingya una delle minoranze più perseguitate al mondo. Si tratta di un gruppo etnico musulmano che vive principalmente nel nordovest del Myanmar, nello stato del Rakhine, uno dei più poveri del paese del sudest asiatico. Circa 140.000 rohingya vivono in campi-ghetto, che non possono lasciare senza il permesso del governo. Per il governo di Naypyidaw, vicino al Nobel per la pace, Aung San Suu Kyi, sono immigrati bengalesi che vivono illegalmente all'interno del Myanmar. Di conseguenza, i loro diritti allo studio, al lavoro, ai viaggi e alla libertà di praticare la propria religione e di accedere ai servizi sanitari di base sono limitati. Il governo non ha mai incluso la minoranza dei rohingya nella lista dei 135 gruppi etnici ufficiale del paese e nega loro la cittadinanza. Ciò li rende apolidi a tutti gli effetti. Per porre un freno alle sofferenze, l’alto commissariato dell’Onu per i diritti umani ha chiesto un’indagine rapida, imparziale ed esaustiva sulla condizione del popolo rohingya che faccia luce sulle ripetute violenze e sui trasferimenti forzati. Sui rohingya, Suu Kyi non ha finora dichiarato nulla. È stata criticata per non essersi mai schierata apertamente in difesa della comunità musulmana, nonostante sia stata a sua volta prigioniera politica della giunta militare. Una conferma del fatto che forse non è mai esistito un popolo più dimenticato, abbandonato e in fuga dei rohingya. 

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20 settembre 2019

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