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La tragedia di Yarmuk
e dei suoi piccoli profughi

· Tremilacinquecento minori intrappolati nel campo palestinese teatro di nuovi massacri da parte dell’Is ·

Notizie sempre più insistenti, sebbene al momento impossibili da verificare, riferiscono di un massacro in atto a Yarmuk, il quartiere periferico di Damasco da anni diventato un campo profughi palestinese e dove da giorni è in corso un attacco del cosiddetto Stato islamico (Is).

Profughi palestinesi (Afp)

Il quotidiano israeliano «Haaretz» riporta dichiarazioni del deputato arabo-israeliano Ahmed Tibi secondo il quale oltre mille profughi del campo sarebbero stati uccisi da quando è incominciato l’attacco dell’Is.

Al tempo stesso, l’Unicef (l’agenzia dell’Onu per l’infanzia) parla di almeno tremilacinquecento bambini intrappolati a Yarmuk e paventa una nuova Srebrenica, in riferimento alla città bosniaca musulmana teatro nel luglio del 1995 del massacro di oltre ottomila persone a opera delle milizie serbo-bosniache.

Finora è rimasta inascoltata la richiesta del Consiglio di sicurezza dell’Onu di un accesso immediato a Yarmuk dove rimangono intrappolati almeno sedicimila civili. Secondo il responsabile in Siria dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), Anwar Abdel Hadi, duemila persone sono riuscite a fuggire in questi giorni e si trovano ora in aree controllate dalle forze del Governo di Damasco. Tutti i loro racconti concordano nel riferire di una situazione disperata. A Yarmuk non c’è acqua, né cibo, né elettricità e le milizie dell’Is, che ormai controllerebbero il novanta per cento dell’area, stanno praticando sistematiche stragi di civili.

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19 aprile 2019

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