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La terra dove il gregge anticipò i pastori

· Solo laici alle origini della Chiesa coreana ·

Il filosofo Jeong Yak-yong (1762-1836) convertito al cattolicesimo

L’unico esempio di un’evangelizzazione che sia partita non da missionari ma da semplici uomini di cultura è quello della Chiesa coreana: Cristian Martini Grimaldi racconta una storia che non ha pari. "Anni prima dell’arrivo dei missionari il ruolo dei laici è stato infatti quello di prendere atto dell’esistenza di una religione straniera sconosciuta, fino a diffonderne i precetti nel proprio Paese". Il primo coreano a essere battezzato fu, nel 1784, Yi Seung-hun Peter. "Dovette letteralmente andare a cercare il sacramento oltre confine (a Pechino): ad amministrarlo fu il gesuita francese padre Grammont". In Corea, infatti, non vi erano ancora sacerdoti.

"Come pecore di un gregge senza pastore, insomma, le prime comunità cattoliche coreane avevano poche chances di cementare la loro unione e molte invece di disperdere la primigenia vocazione. Eppure si verificò esattamente il contrario. Questi primi nuclei di fedeli seppero infatti trovare la forza di restare uniti e perfino di prosperare".

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18 luglio 2019

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