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La terra continua a tremare

· Agli sfollati il presidente Mattarella promette che non saranno lasciati soli e tutto sarà ricostruito ·

Nella notte la terra ha continuato a tremare nel centro Italia. La scossa più forte è stata di magnitudo 4,8 alle 1,35, con epicentro fra i centri terremotati di Pieve Torina, Fiordimonte e Pievebovigliana, in provincia di Macerata, e avvertita anche a Roma. 

Come si presenta oggi, dopo il terremoto, la chiesa di Santa Maria del Pantano (Ansa)

Ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ribadito la promessa fatta dal presidente del consiglio dei ministri, Matteo Renzi: tutto sarà ricostruito. Altre 105 scosse di terremoto di magnitudo non inferiore a 2 sono state registrate dalla mezzanotte tra Marche, Umbria e Lazio. Al momento sono almeno 26.000 le persone assistite dalla protezione civile. Intanto, i satelliti hanno documentato gli effetti del terribile terremoto: le scosse del 26 e del 30 ottobre hanno deformato una zona di 600 chilometri quadrati. L’area in cui si sono verificati "i maggiori movimenti del terreno" è stata delimitata dai ricercatori con un’ellisse lunga 40 chilometri e larga circa 15, che si estende da Pieve Torina fino ad Accumoli. Al centro di questa zona, c'è Castelluccio di Norcia, dove il suolo si è abbassato di 70 cm. Inoltre, i satelliti documentano anche che l’intera area di Norcia si è spostata di 30 cm verso ovest.

Nel pomeriggio di ieri nelle zone terremotate è arrivato Mattarella. Il presidente ha riconosciuto che «sarà lunga, ma tornerà tutto come prima». Posizione condivisa con Renzi, che martedì è stato a Preci e ieri ha assicurato che venerdì il consiglio dei ministri varerà il decreto con le misure per il terremoto, che servirà anche per «snellire procedure, tempi e burocrazia». Mattarella ha scelto due luoghi simbolo del terremoto del 26 e poi di quello del 30 ottobre: Camerino, città universitaria, e Norcia, la città ferita dal crollo della chiesa di San Benedetto.

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17 agosto 2019

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