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La svolta di Bernanke

· Il presidente della Federal Reserve risponde alle domande dei giornalisti e lascia i tassi invariati ·

«Era un’istituzione misteriosa di cui nessuno sapeva cosa stesse facendo; fino a pochi anni fa non diceva nemmeno quando cambiava i tassi di riferimento». Ha usato queste parole il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, per annunciare l’attesa svolta nella strategia comunicativa dell’istituto centrale americano.

Ieri pomeriggio, nella sede della Fed a Washington, il clima era teso, tesissimo: per la prima volta in cento anni di storia un presidente della Fed si prestava a rispondere alle domande dei giornalisti senza alcuna rete protettiva. Bernanke ha avuto addosso gli occhi dei mercati di mezzo mondo, pronti a scrutare le leggere sfumature nella voce, le possibili indecisioni nel tono, a decriptare la scelta dei termini e il significato recondito delle pause tra una sillaba e l’altra. I rischi c’erano tutti, ma alla fine il presidente ha superato la prova.

Sul piano dei contenuti, nessuna novità travolgente. Bernanke ha confermato in sostanza quanto gli analisti si attendevano: la Fed continuerà a mantenere i tassi di riferimento molto bassi (tra lo 0 e lo 0,25 per cento) e completerà il piano di acquisti programmati di Treasury entro la fine del secondo trimestre. Tagliate le stime di crescita del pil americano.

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22 agosto 2019

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