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La svolta di Beethoven

· Il 4 febbraio concerto in Vaticano per l’anniversario dei Patti Lateranensi ·

Zubin Metha dirige l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Zubin Mehta e l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino saranno protagonisti del concerto che l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede offre in onore di Benedetto XVI e del presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, in Aula Paolo VI lunedì 4 febbraio per l’ottantaquattresimo anniversario dalla firma dei Patti Lateranensi. Il programma prevede l’esecuzione dell’ouverture tratta da La forza del destino di Giuseppe Verdi — del quale ricorre nel 2013 il bicentenario della nascita — e la Terza Sinfonia “Eroica” di Ludwig van Beethoven. In questa pagina pubblichiamo due estratti dal programma di sala che illustrano gli aspetti principali dei capolavori che verranno eseguiti. Per l’orchestra fiorentina è la prima esibizione dinanzi a Benedetto XVI, che invece Zubin Mehta ebbe modo di conoscere durante il periodo trascorso a Monaco di Baviera, quando, dal 1998 al 2006, ricoprì la carica di Generalmusikdirektor della Bayerische Staatsoper.

Composta nel 1804, la Sinfonia Eroica era stata originariamente concepita come un omaggio a Napoleone Bonaparte, quando era ancora primo console, figura che Beethoven ammirava moltissimo come incarnazione vivente di quell’ideale di libertà democratica in cui credeva profondamente e che celebrerà nel Fidelio, accanto all’ideale della fedeltà coniugale. Quando, però, gli giunse la notizia che Napoleone si era fatto proclamare imperatore, Beethoven, in un moto di collera, strappò la dedica gridando: «Anche lui non è altro che un uomo comune! Ora calpesterà anche lui tutti i diritti umani, si porrà più in alto di tutti, diventerà un tiranno!». Nelle prime edizioni del 1806 la Sinfonia porta quindi il titolo di «Sinfonia Eroica composta per festeggiare il sovvenire di un grand’uomo» e non più quello di «Bonaparte», come previsto in origine.

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20 ottobre 2019

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