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La strage silenziosa

· Mancano all’appello 63 milioni di bambine indiane ·

Sono più di 63 milioni, in India, le bambine abortite, lasciate morire o abbandonate subito dopo il parto. A fornire questo sconvolgente dato è il governo di New Delhi nel suo report annuale sull’economia indiana.

La stima conferma l’esecrabile usanza indiana a preferire i figli maschi alle femmine e ad abortire se si scopre di essere incinte di una femmina (o ad abbandonare o lasciare morire di stenti le neonate). La ragione di questa usanza è di tipo economico e culturale: in India la proprietà passa solo ai maschi e, anzi, le femmine comportano un costo, visto che è ancora in uso la “dote” quando una figlia si sposa. Per questo le famiglie indiane (soprattutto nelle campagne, ma anche nelle città e nelle regioni più avanzate) tendono a rifiutare le figlie femmine e a favorire invece i maschi. Di qui la diffusione degli aborti selettivi. A questo aspetto si aggiunge poi un altro drammatico dato, sempre contenuto nel report governativo: sarebbero 21 milioni le figlie femmine indesiderate, ossia quelle che i genitori hanno tenuto comunque, pur desiderando un maschio. Queste donne sono costrette a vivere ai margini. Molti studi studi, inoltre, hanno dimostrato che in India le ragazze ricevono meno istruzione, hanno una nutrizione più povera e ottengono meno cure mediche rispetto ai maschi.

E proprio ieri un nuovo orrore è stato denunciato nella capitale, dove un giovane ha violentato una bimba di otto mesi. Le condizioni della piccola sono molto gravi. Nel 2016, secondo i dati più aggiornati del National Crime Records Bureau, in India sono stati registrati ben 36.000 casi di stupro e aggressione sessuale.

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19 dicembre 2018

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