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Strage silenziosa

· ​Oltre diecimila migranti salvati in poche ore ma il Mediterraneo continua a restituire corpi ·

Bruxelles, 5. I corpi di trentotto persone, tra cui una donna incinta, sono stati recuperati nel Canale di Sicilia. Sono le vittime più recenti della strage silenziosa di migranti e profughi che continua a consumarsi nel Mediterraneo. Nelle ultime 48 ore oltre 11.000 migranti sono tuttavia stati tratti in salvo. E tre bimbi sono venuti alla luce in navigazione, segni di speranza in un mare di morte.

I 28 cadaveri ritrovati ieri e nella notte si aggiungono ai dieci che erano stati recuperati due giorni fa. Gli oltre 4600 migranti tratti in salvo nelle ultime operazioni si aggiungono ai 6000 intercettati e seguiti poco prima. In tutto sono 72 le operazioni di soccorso effettuate tra ieri e la notte scorsa. E in una di queste, dopo lo sbarco di 120 migranti nel porto di Crotone, la forze dell’ordine hanno individuato e arrestato tre scafisti.

Guardando invece alla rotta balcanica, la polizia serba ha individuato all’interno di camion un grupmigranti irregolari provenienti da Afghanistan, Pakistan, Iraq e Iran e ha arrestato due trafficanti di esseri umami .

Intanto, l’Unione europea e l’Afghanistan hanno siglato un accordo per la cooperazione su rimpatri, riammissioni e reintegri. L’intesa punta anche a sensibilizzare la popolazione sui rischi della migrazione irregolare, a smantellare il modello di business dei trafficanti e a fornire un’accoglienza sostenibile a chi torna in Afghanistan. Nel documento siglato si legge che Ue e Afghanistan «esploreranno la possibilità di costruire un terminal per i rimpatri nell’aeroporto di Kabul». Inoltre, «ci sarà un limite ai rimpatri non volontari di 50 per volo nei sei mesi dopo la firma della dichiarazione».

Interviene sull’emergenza migranti, per chiedere «una soluzione condivisa», il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. In un’ intervista al quotidiano La Stampa, chiede «uno sforzo comune contro i trafficanti di esseri umani». Ban Ki-Moon elogia Roma per tutti gli sforzi fatti per salvare vite umane, e sottolinea che «il rischio che il traffico di esseri umani venga sfruttato dai terroristi è reale».

Il tema dei migranti porta a guardare alla Libia e Ban Ki-moon sottolinea che nel paese del nord Africa «è cruciale» dar vita a «forze armate solide e unite, a istituzioni per la sicurezza, sotto il comando del consiglio di presidenza».

Ma c’è anche la crisi in Siria da dove partono moltissimi richiedenti asilo. Ban Ki-Moon afferma che «l’inviato Staffan de Mistura è pronto a presentare un quadro di proposte alle parti, come punto di partenza, ma ciò che serve è un ambiente favorevole a colloqui di successo». Il segretario generale dell’Onu spiega che «questo significa cessazione delle ostilità, e accesso degli aiuti umanitari a tutti i siriani».

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