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​La strada dell’ascolto

· ​Dialogo alla Gregoriana sulle sfide dell’evangelizzazione ·

Ascoltare, discernere, accogliere e servire: sono questi i quattro verbi che formano il tessuto delle sessioni dei lavori della Conferenza internazionale «Rinnovare la Chiesa in un’epoca secolare: dialogo olistico e visione kenotica» che si svolge il 4 e il 5 marzo alla Pontificia Università Gregoriana sotto l’alto patronato del Pontificio Consiglio della Cultura, come parte del progetto di The Council for Research in Values and Philosophy a cinquant’anni dalla chiusura del concilio Vaticano II.

Ford Madox Brown, «Jesus Washing Peter’s Feet» (1852–1856 circa)

Il cardinale Gianfranco Ravasi tratterà il tema «Il Verbo si fece carne», che ispira anche il padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia 2015, mentre Charles Taylor parlerà dell’autenticità. Gli organizzatori prevedono inoltre una serie di conversazioni sui temi che caratterizzano il dibattito odierno della Chiesa.

Taylor (Templeton Prize 2007) è noto soprattutto per il suo libro A Secular Age dove, distinguendo tra secolarità (affermazione positiva della sfera secolare), secolarismo (ideologia che desidera eliminare la religione dalla vita pubblica) e secolarizzazione (processo storico che un tempo prevedeva il declino della religione) permette di leggere meglio i segni dei tempi e stabilire legami più forti con i nostri contemporanei.

Spesso la Chiesa post-conciliare viene accusata seguire le mode della società secolare o, al contrario, di stringere stringere i ranghi in una reazione conservatrice in seguito a processi d’identità difensivi. Esiste invece una terza via, un approccio equilibrato sulla base del riconoscimento delle complessità dell’attuale situazione storica, che consente processi multipli e strategie differenti e varie, attingendo a ricche fonti teologiche, in un dialogo efficace coinvolgente. Tra questi, quello che si svolgerà il 6 marzo per il Cortile dei Gentili sul tema «La piazza e il tempio» (American Study Center), che analizzerà la coesistenza di bisogni spirituali e secolari, con Giuliano Amato, Charles Taylor, José Casanova, Alessandro Ferrara, Giacomo Marramao e François Bousquet.

La modernizzazione non porta al declino religioso, bensì alla moltiplicazione plurale del modo in cui crediamo. Un’analisi della modernità non ci mostra tanto la separazione della religione dalla pubblica piazza o cambiamenti nella pratica ecclesiale, quanto l’emergere di una preferenza per la scelta soggettiva e le opzioni spirituali personali. Superare, rinnovare ulteriormente la Chiesa, richiederà un atteggiamento di autenticità, come suggerisce l’intervento di George McLean; viceversa, “una nazione diventata un’entità più legislativa che politica e una Chiesa diventata un’istituzione più morale che spirituale lasciano un mondo senza perdono e senza progetto”.

di Richard Rouse

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21 novembre 2018

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