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Per la stabilità libica
serve l’impegno di tutti

· L’inviato speciale dell’Onu Ghassan Salamé rilancia il dialogo tra Tripoli e Tobruk ·

«Ho incontrato Khalifa Haftar a Parigi. Ha un impatto su una parte della Libia e seguaci nel popolo libico. Sarebbe poco realistico ignorare questa forza nel paese per un inviato dell’Onu». È intervenuto così, questa mattina, l’inviato speciale delle Nazioni Unite Ghassan Salamé, nel corso di una conferenza stampa a Roma con il ministro degli esteri italiano, Angelino Alfano, alla Farnesina. «Dobbiamo parlare con tutti i libici, voglio recarmi in tutto il paese prima di presentare le mie idee all’Assemblea generale Onu a settembre» ha sottolineato Salamé. La missione italiana di sostegno alla guardia costiera libica per la gestione dei flussi di migranti «rappresenta la giusta via per fronteggiare la crisi» ha aggiunto. «Sono consapevole che ci sono state delle discussioni in Libia su questo tema, ma credo che la cooperazione e la trasparenza nel rapporto bilaterale sia il modo più costruttivo» per fronteggiare la situazione.

Salamé durante la conferenza alla Farnesina a Roma (Reuters)

Parole, queste, che arrivano dopo alcune settimane di polemiche all’interno dell’esecutivo libico sul sostegno alla missione. Il generale Haftar, uomo forte di Tobruk sostenuto dal Cairo e da Mosca, aveva detto di voler attaccare le navi italiane. Ora è invece l’Onu a esprimere un forte sostegno alla missione.
«Serve una reductio ad unum dei formati negoziali in Libia; l’Onu deve prendere la leadership. Fino a oggi ci sono stati troppi negoziati, troppi negoziatori e zero risultati finali» ha detto il ministro degli esteri Angelino Alfano. «L’instabilità politica in Libia non è partita di serie b, è una priorità assoluta».

Intanto, il premier del governo di unità nazionale libico, Fayez Al Sarraj, è stato ricevuto ieri dal presidente tunisino Beji Caid Essebsi al palazzo presidenziale di Cartagine. Al centro del colloqui, la situazione in Libia e i progetti sulla road map politica per riportare la stabilità nel paese, come ha spiegato Sarraj stesso, secondo quanto riportano i media ufficiali tunisini. Il premier ha poi chiarito di aver parlato con Essebsi anche del recente incontro al castello di La Celle-Saint-Cloud, in Francia, con il generale Haftar ed è tornato a insistere sull’importanza dell’accordo politico libico raggiunto a Skhirat, in Marocco, nel 2015.

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