Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

La spiritualità
del vescovo

Jorge Cocco Santangelo, «Il buon pastore»

Esistenza cristocentrica ed eucaristica, comunione ecclesiale: sentire cum ecclesia et pontifice, devozione mariana, tensione alla santità nell’esercizio delle virtù. Sono questi i quattro pilastri della spiritualità del pastore.

Sostenuto dalla fede, egli mostrerà grande speranza in Dio, abbandonandosi con fiducia alla divina provvidenza, memore della parola dell’apostolo: «Tutto posso in colui che mi dà la forza» (Filippesi, 4, 13). In ciò egli manifesterà la sua totale obbedienza alla volontà di Dio.

È la carità pastorale la virtù che deve brillare maggiormente nel vescovo, perché unifica la sua vita rendendola altamente esemplare. La carità pastorale, anima del suo apostolato, è imitazione di Cristo pastore buono e misericordioso verso tutti. Il vescovo diventa per i sacerdoti e i fedeli il pane quotidiano da mangiare come nutrimento spirituale. Questo comporta che il vescovo si spenda ogni giorno con competenza e sacrificio per il clero e il popolo affidatigli. La sua prospettiva non è la tranquillità della vita, ma la fatica. Il suo servizio sia espressione della sua carità pastorale verso il prossimo e verso i bisognosi.

di Angelo Amato

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE