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La speranza rinasce
tra le baracche di Kibera

· In uno dei più grandi slum africani i missionari promuovono il microcredito ·

«Il nostro scopo era quello di infondere coraggio nelle persone e spingerle verso l’indipendenza economica»: padre Jairo Alberto Franco è un missionario Yarumal, istituto che porta il nome della cittadina delle Ande colombiane dove è stato fondato nel 1927. Racconta, padre Jairo, della sua esperienza missionaria nell’immensa baraccopoli di Kibera, in Kenya, e della sua intuizione di dare vita alla Bank of Trust. 

Non una vera banca, ovviamente, ma una realtà che, raggruppando le limitate risorse di alcuni piccoli risparmiatori, rende possibile una originale iniziativa di microcredito. Una cosa di per sé modesta, che però infonde fiducia e, a tanta gente, dà concretezza alla speranza in un futuro diverso.

A Kibera, a pochi chilometri dalla capitale Nairobi, si estende uno degli slum più grandi dell’Africa. Un mare di baracche di latta, attraversato da canali di scolo a cielo aperto, in cui abitano — nessuno può dire quante siano realmente — tra le duecentomila e il milione di persone. Qui — come riferisce l’agenzia Misna — i missionari Yarumal sono arrivati poco più di venti anni fa. Abitano in tre casette, ma non ci sono muri che dividono i missionari dall’ambiente circostante. «Kibera è la migliore scuola anche per chi decide di essere missionario. Qui — racconta il sacerdote — si impara senza tanti giri di parole cosa significa essere un missionario».

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21 marzo 2019

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