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La specificità cristiana

Forse è una coincidenza, ma a ben guardare non è senza significato che nel giorno in cui viene reso noto il documento nato dall'assemblea sinodale sulla Parola di Dio e intitolato Verbum Domini sia pubblicato anche il messaggio papale al cardinale archivista e bibliotecario per la riapertura della Vaticana, l'istituzione culturale più antica e preziosa della Chiesa di Roma. Entrambi i testi, pur non comparabili, ruotano infatti intorno al tema che costituisce la specificità cristiana: l'annuncio che la Parola eterna si è fatta carne.

Su questo argomento si è riunito nel 2008, per volontà e con la partecipazione assidua di Benedetto XVI, il sinodo, espressione odierna della collegialità cattolica. Ai lavori intervenne, tra gli altri, il patriarca Bartolomeo che tenne una meditazione, e per la prima volta fu invitato un rabbino a significare il legame peculiare che unisce la Chiesa all'ebraismo: «un legame — ribadisce ora l'esortazione apostolica Verbum Domini — che non dovrebbe essere mai dimenticato», così come la «differenza profonda e radicale non implica affatto ostilità reciproca». Con una volontà di confronto e amicizia che il documento estende ai musulmani e ad altre religioni.

La Parola divina, rivelata nelle Scritture e soprattutto incarnata in Gesù di Nazaret, non è una parola del passato. Al contrario, è una Parola viva, da leggere secondo la tradizione e nella Chiesa. E la Parola torna a incarnarsi nel cuore di chi incontra Cristo — lui è il regno di Dio ( autobasilèia ), secondo la suggestiva immagine di Origene — e ascolta le sue parole. Per questo il cristianesimo non è una religione del libro. Anche se la necessità di comunicare e trasmettere la Parola ( lògos ) l'ha subito resa una tradizione religiosa legata ai libri.

A mostrarlo è la storia delle numerosissime biblioteche cristiane, spesso fatalmente disperse, e in particolare quella dell'istituzione legata alla Chiesa di Roma, modernamente concepita e voluta da Niccolò v nello splendore dell'umanesimo e rinnovata per la contemporaneità da Pio XI, nella stagione d'oro dei cardinali Ehrle e Mercati. Con immutata generosità e ampiezza nei confronti di «tutti i ricercatori della verità», come si legge nel messaggio papale. Che nella pluralità delle parole invita a guardare all'unica Parola che non passa.

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23 ottobre 2019

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