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La Spagna rischia una crisi economica

· Crescita minacciata dalla spinta secessionista catalana ·

La sfida indipendentista della Catalogna rischia di provocare un nuovo periodo di crisi economica in tutta la Spagna. Lo ha denunciato il governo di Madrid citando i dati forniti da analisti economici. «Le agenzie di rating hanno avvertito che l’instabilità potrebbe danneggiare l’economia catalana e che, se proseguirà il trasferimento delle imprese, potrebbe provocare una recessione con conseguenze molto negative sull’intera economia spagnola» ha dichiarato ieri il vicepresidente del governo Soraya Sáenz de Santamaría.

Uno sportello bancomat a Barcellona (Afp)

La crisi ha spinto Madrid «a essere più prudente» nelle previsioni di sviluppo, ha sottolineato Sáenz de Santamaría, secondo la quale «se non vi sarà una soluzione rapida, saremo obbligati a ridurre le aspettative di crescita economica per il 2018». E ha aggiunto che l’esecutivo catalano guidato da Carles Puigdemont ha creato «tutte le condizioni per un rallentamento economico acuto in Catalogna che potrebbe sfociare in una recessione».
Secondo diversi analisti, nel secondo trimestre del 2017 gli investimenti stranieri nella regione sono scesi del 10 per cento, ha rilevato ancora il vicepresidente del governo, sottolineando che le prenotazioni alberghiere a Barcellona sono scese «fra il 20 e il 30 per cento». E secondo fonti di stampa sarebbero almeno 540 le imprese che hanno trasferito la loro sede sociale dalla Catalogna a un’altra località spagnola, di fronte alle incertezze provocate dal referendum sull’indipendenza del primo ottobre scorso.

Stando ai dati, peraltro ancora provvisori, la maggior parte dei trasferimenti è avvenuto in tre giorni, tra il 9 e l’11 ottobre. E quello dove si sono concentrati gli annunci di trasferimento è stato proprio il 9, vigilia della seduta del parlamento regionale durante la quale il presidente della Generalitat catalana ha annunciato l’indipendenza per poi sospenderla.

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