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La sorpresa dei gentili di Svezia

· Stampa e pubblico increduli per il volto della Chiesa cattolica emerso dalle due giornate del Cortile ·

Due giornate indimenticabili di rispettoso dialogo tra credenti e non credenti. Con queste parole si potrebbe sintetizzare l’incontro del Cortile dei gentili che si è tenuto a Stoccolma il 13 e 14 settembre, grazie alla collaborazione tra Pontificio Consiglio della Cultura, Ambasciata di Svezia presso la Santa Sede e due istituzioni locali, l’Accademia Reale delle Scienze e l’organizzazione giovanile Fryshuset. «Il mondo con e senza Dio» è stato il tema dell’incontro. I due principali promotori, il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, cardinale Gianfranco Ravasi, e l’ambasciatore di Svezia presso la Santa Sede, Ulla Gudmunson, hanno reso l’evento un’esperienza gratificante per tutti i partecipanti.

La Svezia è spesso considerata uno tra i Paesi più secolarizzati al mondo, e sotto molti aspetti ciò è vero. Sono in pochi ad andare in chiesa la domenica e la fede religiosa svolge un ruolo molto marginale nella vita civile e nel dibattito pubblico del Paese. Il Cortile dei gentili è stato quindi un evento straordinario nel contesto della società svedese. La fede discussa in pubblico, a questo livello di eccellenza intellettuale e con così tanta apertura mentale, è di fatto un evento  insolito nel nostro ambiente scandinavo. Quanti fino a ora avevano sperimentato la Chiesa cattolica soprattutto come istituzione docente, l’hanno potuto conoscere come ascoltatrice attenta degli altri.

I commenti sulla conferenza nei media svedesi sono stati positivi. Sono iniziati con un’intervista molto favorevole e rispettosa al cardinale Ravasi, pubblicata dal principale quotidiano svedese «Dagens Nyheter». Durante l'incontro, ho sentito un giornalista dell’azienda radiofonica di Stato svedese Sr commentare l’evento affermando che «è sorprendente ascoltare un dibattito sulla religione e la scienza a un livello intellettuale tanto elevato e con tanto rispetto verso la fede religiosa». Vale forse la pena ricordare inoltre che l’azienda televisiva di Stato svedese Svt ha mandato in onda i dibattiti per intero: una maratona di quasi sei ore di trasmissione.

Venerdì pomeriggio, dopo la conclusione dei lavori, ho ringraziato l’ambasciatore Ulla Gudmundson, primus motor dell’evento, congratulandomi per il successo dell’iniziativa. L’ambasciatore Gudmundson, che di solito appare piena di energia, in effetti per un istante è sembrata un po’ stanca. Ma anche molto soddisfatta. Entrambe le cose a buon motivo.

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17 ottobre 2019

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