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La sola regola

· Una giornata con gli ospiti di Sergio Mattarella ·

«È un'altra regola?» chiede Simone, uno degli ospiti del presidente Sergio Mattarella. È un pomeriggio d’estate: Roma boccheggia, ma nel bosco della tenuta di Castel Porziano, quasi seimila ettari con annessi oltre tre chilometri di spiaggia ancora incontaminata, fa quasi fresco. Simone è una delle cinquecento persone con disabilità che, tra giugno e agosto, sta avendo la possibilità di passare qualche giornata nella riserva naturale vicino Roma, una delle residenze ufficiali del presidente della Repubblica italiana.

L’idea di aprire le porte della tenuta a bambini, giovani e adulti con disabilità venne personalmente, a Sergio Mattarella, poco dopo l’entrata in carica al Quirinale lo scorso febbraio. Pochi mesi di febbrile lavoro per adeguare gli spazi e preparare il personale della tenuta: un record. A metà giugno, infatti, una nota del Quirinale informava della firma di un apposito protocollo di intesa tra il segretario generale della presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti, l’assessore alle politiche sociali del comune di Roma, Francesca Danese, e il segretario generale della regione Lazio, Andrea Tardiola.

I dettagli del progetto, che ormai da settimane marcia spedito, sono semplici e chiari: le strutture della tenuta — e cioè lo stabilimento balneare riservato ai dipendenti del Quirinale e Grotta di Piastra, una delle ville presenti nell’oasi naturale — ospitano quotidianamente, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, gruppi di circa trenta persone con disabilità (e gli accompagnatori), selezionati dal comune di Roma e dalla regione Lazio. Ogni giorno dal 15 giugno al 30 agosto. Gratuitamente — le spese sono coperte dalle risorse del segretariato generale della presidenza della Repubblica già disponibili per iniziative di coesione sociale –— agli ospiti vengono offerti accesso alle strutture, colazione e pranzo.

La scelta dei gruppi che si susseguono a cadenza settimanale pertiene al comune e alla regione. Si va, ad esempio, dalla Casa di Franco, casafamiglia per persone adulte dell’undicesimo municipio, all'associazione LoÏc Francis-Lee Onlus di matrice steineriana, dal Centro Sant'Alessio che — da oltre un secolo — si occupa di non vedenti, ai membri del Progetto Filippide legato invece all’autismo. E ancora, solo per citarne alcuni, la casa famiglia SeicomeSei dell'Associazione Perla, l'associazione La tartaruga che si occupa di bambini e ragazzi con specifiche necessità e la fondazione Verso il futuro, che gestisce oggi a Roma cinque case famiglia in cui vivono persone con la sindrome di Down e altre disabilità cognitive.

La mattina si sta al mare, in una situazione estremamente protetta: la fruibilità dello splendido stabilimento riservato a quanti lavorano al Quirinale è una bella pagina di privilegio condiviso. Certo, c'è ancora qualcosa da fare a livello operativo, ci raccontano gli accompagnatori di alcuni ospiti, stupiti però che il personale della tenuta abbia chiesto loro consigli per cercare di rendere il soggiorno più a misura. Perché l’apertura di questa estate 2015 non vuole restare un unicum, ma vuole crescere, istituzionalizzarsi. E per farlo, ha bisogno di suggerimenti.

Il pomeriggio, invece, si svolgono attività, diversificate a seconda delle esigenze e degli interessi degli ospiti. Si va dalle visite naturalistiche e archeologiche, alla partecipazione alle attività dell'oasi. Si può assistere, ad esempio, all'operazione di inanellamento dei volatili: nella apposita stazione, vengono periodicamente effettuate le catture di uccelli migratori per identificare le specie e rilevare i dati. Non si dimentichi, infatti, che la tenuta è, innanzitutto, un’oasi naturalistica stupefacente: accedendo dalla trafficatissima Cristoforo Colombo, sembra di entrare in un mondo perduto. In questa riserva naturale è infatti presente la maggior parte degli ecosistemi costieri un tempo tipici dell’ambiente mediterraneo. La discrasia con quanto è successo tutt’attorno, dove l’incuria e l’ingordigia dell’uomo hanno massacrato flora, fauna e litorale, è stridente. Addentrarsi nell’oasi è, dunque, addentrarsi nell’ultimo lembo di quelle vaste foreste e boschi che nell’antichità si estendevano lungo tutta la costa laziale. Lecci, querce, sugherete, cerri, farnie, pioppi, aceri, carpini bianchi e carpini orientali, un bel coacervo davvero giacché la particolarità di Castel Porziano è soprattutto legata alla compenetrazione del querceto tipico del clima mediterraneo con quello del clima continentale. Nelle parti meno accessibili, la foresta è ricca di esemplari vetusti e di alberi monumentali: un censimento recente ha individuato 52 patriarchi verdi, appartenenti a 16 specie. Ai boschi si alternano radure e praterie naturali; un sottobosco ricchissimo; pascoli per gli allevamenti del bestiame domestico e aree di coltivazioni di cereali. Qua e là, tra le rovine romane, le “piscine”, specchi di acqua naturale, a testimonianza dell’antica presenza di ambienti umidi, di boschi allagati e di paludi.

Tornando ai pomeriggi degli ospiti, sono anche possibili visite al museo naturalistico o a quello storico archeologico, al castello o al borgo, dove si trova la chiesa, dedicata a san Filippo Neri, la sola parrocchia romana non visitata, per ragioni di tempo, da Giovanni Paolo ii. Le attività però possono anche essere più sedentarie, all’interno o nello splendido giardino di Grotta di Piastra, la villa estiva fino alla scorsa estate a disposizione del segretario generale del Quirinale. Zampetti, però, ha rinunciato alla sua fruizione in favore degli ospiti. Anche qui, i lavori sono in itinere: la tettoia sopra il grande tavolo del giardino, indispensabile per far fronte al caldo torrido di questa estate, è stata costruita in un week-end. Pronta, dunque, per gli ospiti del lunedì.

Le attività del pomeriggio — curate, festose e a misura di ragazzi — sono un altro regalo per gli ospiti. Questa volta, però, autore non è direttamente Mattarella: se il Quirinale gratuitamente ospita, vi sono però anche altri cittadini che gratuitamente accolgono. Le attività pomeridiane, infatti, sono svolte da associazioni che lavorano già con il mondo della disabilità. È il caso, ad esempio, dell’Istituto Pangea, onlus italiana specializzata nel campo dell’educazione ambientale. O di Mille e una notte, cooperativa sociale che offre visite guidate, laboratori e via dicendo alle persone con disabilità.

Se l’apertura di Castel Porziano è in linea con quanto il Quirinale inaugurato da tempo — fu Ciampi, ad esempio, nell’ormai lontano 1999 ad avviare la collaborazione lavorativa, ribadita nel marzo di quest’anno, con l’Associazione italiana persone down, che prevede stage presso le strutture del Quirinale nei settori bibliotecario, cucina, servizio a tavola e giardini — è vero però che il presidente Mattarella ha immediatamente rivelato una particolare sensibilità, costruttiva e concreta, verso questi cittadini. Fu lui, ad esempio, che il 2 aprile volle celebrare per la prima volta al Quirinale la giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, istituita dalle Nazioni unite nel 2007: salutando gli ospiti definendosi «un nonno che ricevere regali dai suoi nipoti», Mattarella denunciò in quella occasione «l’ignoranza, il pregiudizio e il rifiuto di conoscere un altro» che caratterizza la nostra società, incapace di «confrontarsi con le diversità e di accettarle».

La nostra giornata con il gruppo misto di persone con disabilità, genitori, amici, cinghiali, operatori, guardie forestali, dipendenti della tenuta, daini, mare e alberi secolari si va concludendo. Uscendo dai cancelli di questi oasi protetta e ora finalmente accogliente, ci tornano in mente le parole che Mattarella pronunciò salutando i genitori dei ragazzi con autismo qualche mese fa: il presidente ricordò la loro «determinazione, sobrietà e capacità di affrontare e risolvere ciò che la vita presenta come problemi, sapendo che così si dà un contributo all’intero nostro Paese».

Determinazione, sobrietà e capacità che Mattarella ha dimostrato quando ha innanzitutto pensato di voler aprire e poi, senza tanto cincischiare, ha davvero aperto la tenuta di Castel Porziano alle persone con disabilità in un momento così critico. Critico perché l’estate è il periodo dell’anno più duro e difficile per chi ha dei problemi, ma critico anche perché il criminale taglio di risorse per aiutare nel quotidiano i più deboli ha mietuto un numero impressionante di vittime proprio tra le persone con disabilità e le loro famiglie. La strada da compiere per il Paese è ancora tanta, ma voler condividere un privilegio è, e resta, un grandissimo gesto di umanità. Questa la sola regola.

di Giulia Galeotti

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21 marzo 2019

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