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Disunione europea

· L’Ue fatica a trovare una strategia comune per rispondere al traffico di esseri umani ·

Senza sosta i soccorsi alle imbarcazioni alla deriva cariche di migranti

«Siamo di fronte a tragedie sconvolgenti: trafficanti di esseri umani che provocano stragi di innocenti. Sentiamo questa ferita lacerante». Ha usato queste parole forti il presidente della repubblica italiana, Sergio Mattarella, riferendosi al naufragio della notte di sabato scorso nel quale sono morti — stando al bilancio dell’Onu — almeno ottocento migranti. «È dovere nostro, dell’Europa, dell’intera comunità internazionale — ha aggiunto — fare di più per poter impedire queste stragi». 

Un richiamo, quello di Mattarella, che però non trova un riscontro adeguato in un’Europa che si sta rivelando impreparata e divisa. In proposito il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, ritiene che non «si debba dire che l’Europa non si è mossa, ma che i singoli Governi nazionali bloccano una soluzione ragionevole». Che per Schulz, dovrebbe seguire tre direzioni: «Un sistema di immigrazione legale, attraverso delle quote per tutti i Paesi dell’Ue, un appoggio temporaneo ai rifugiati che fuggono dalla guerra, che sarà un aiuto limitato nel tempo. E l’asilo politico, sulla base del trattato di Dublino. Abbiamo bisogno di una forte azione di polizia internazionale contro i trafficanti umani».

Di questi punti, tuttavia, al momento non si discute. Il vertice di ieri in Lussemburgo tra i ministri degli Esteri e degli Interni dei Paesi membri non ha promosso nessuna azione concreta per l’immediato rafforzamento dei soccorsi. L’unico vero risultato del summit lussemburghese è stato l’approvazione di un piano generico, nel quale il rafforzamento — con risorse economiche e mezzi a disposizione — di Frontex, l’agenzia Ue per il controllo delle frontiere, appare ancora limitato. Intanto, il flusso di migranti disperati in fuga dall’Africa non si arresta: un altro barcone stipato fino all’inverosimile — a bordo ci sono almeno 700 persone — è stato intercettato e soccorso oggi al largo della Calabria. Altri sei gommoni sono stati individuati in acque libiche.

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20 luglio 2019

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