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La sfida di un mondo
senza armi nucleari

· ​Intervento dell'arcivescovo Auza all’Onu ·

Il completo disarmo nucleare è un obiettivo cruciale in vista di uno sviluppo globale veramente inclusivo e di un futuro di pace per le prossime generazioni. Questo il punto centrale dell’intervento tenuto ieri, 26 settembre, dall’arcivescovo Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite, durante un incontro di alto livello al Palazzo di vetro di New York in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari, indetta nel 2013. «Un generale e completo disarmo deve accompagnare il disarmo nucleare» ha detto Auza.

L’incontro di alto livello si è svolto pochi giorni dopo l’apertura alla firma del Trattato per la proibizione delle armi nucleari (Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons), avvenuta il 20 settembre. Il Trattato, adottato il 7 luglio 2017, è stato firmato da 150 paesi. «La Santa Sede — ha spiegato l’arcivescovo Auza — ha firmato e ratificato il Trattato per la la proibizione delle armi nucleari nella cerimonia del 20 settembre poiché questo trattato dà una speranza a coloro che sono in vita e a quelli che devono ancora nascere che un giorno il nostro mondo sarà libero dalle armi nucleari che, per più di settant’anni hanno ostacolato le aspirazioni dell'umanità alla pace».

L’arcivescovo ha inoltre ricordato il messaggio di Papa Francesco alla conferenza dell’Onu, tenutasi lo scorso marzo, finalizzata a negoziare uno strumento giuridicamente vincolante sulla proibizione delle armi nucleari che conduca alla loro totale eliminazione. In quell’occasione, il Pontefice sottolineava che «la pace e la stabilità internazionali non possono essere fondate su un falso senso di sicurezza, sulla minaccia di una distruzione reciproca o di totale annientamento». 

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