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La sfida delle migrazioni
non si risolve con la logica
dello scarto

· ​Nel discorso al corpo diplomatico il Pontefice denuncia populismi e nazionalismi che indeboliscono il sistema politico multilaterale ·

All’Angelus l’accorato appello ai leader europei per i quarantanove profughi a bordo di due navi nel Mediterraneo

«Non si può risolvere la sfida della migrazione con la logica della violenza e dello scarto, né con soluzioni parziali». Rivolgendosi agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, Papa Francesco è tornato a denunciare con forza i populismi e i nazionalismi che indeboliscono il sistema politico multilaterale.

Nella tradizionale udienza in Vaticano per lo scambio di auguri con gli ambasciatori di tutto il mondo, lunedì mattina, 7 gennaio, il Pontefice ha come di consueto riflettuto sull’attuale scenario internazionale collocando al centro delle principali sfide quella posta dai fenomeni migratori. Dopo un significativo riferimento all’accordo provvisorio tra Santa Sede e Cina sulla nomina dei vescovi — frutto di «un lungo e ponderato dialogo istituzionale» che, «per la prima volta dopo tanti anni», ha consentito la piena comunione di tutti i vescovi del paese con il Papa e con la Chiesa — il Pontefice ha riaffermato «il primato della giustizia e del diritto» e la necessità della «difesa dei più deboli», tra i quali al primo posto ci sono proprio i rifugiati e i migranti. «Desidero richiamare l’attenzione dei Governi — ha detto — affinché si presti aiuto a quanti sono dovuti emigrare a causa del flagello della povertà, di ogni genere di violenza e di persecuzione, come pure delle catastrofi naturali e degli sconvolgimenti climatici, e affinché si facilitino le misure che permettono la loro integrazione sociale nei Paesi di accoglienza». Da qui l’esortazione alla comunità internazionale affinché «si adoperi perché le persone non siano costrette ad abbandonare la propria famiglia e nazione, o possano farvi ritorno in sicurezza e nel pieno rispetto della loro dignità e dei loro diritti umani».

E su questo tema Francesco era già intervenuto all’Angelus dell’Epifania ricordando le «quarantanove persone salvate nel Mare Mediterraneo» che da parecchi giorni «sono a bordo di due navi di Ong, in cerca di un porto sicuro dove sbarcare» e rivolgendo un accorato appello ai leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei loro confronti.

Il discorso del Papa

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