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Non si fermano le scosse

· Dopo il terremoto nelle Marche e in Umbria ·

Non si fermano le scosse nell’Italia centrale. La popolazione è stremata: oltre cinquemila persone sono sfollate ed è impossibile affrontare l’inverno nelle tende. I comuni più colpiti sono Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso, ma la situazione è drammatica anche in tanti altri comuni, come Camerino o Norcia. 

Palazzina crollata dopo le scosse di terremoto a Villa Sant’Antonio, frazione di Visso (Ansa)

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si è recato ieri pomeriggio a Camerino per visitare le zone colpite. «Il terremoto ci sta mettendo a dura prova, ma l’Italia c’è, non lascia soli i cittadini, siamo più forti e ce la faremo. L’Italia non si fa fermare dal terremoto, sono qui per dirvi che tutto il Paese è al vostro fianco». Renzi ha portato anche i saluti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il capo del Governo ha poi «chiesto al Parlamento, nel pieno rispetto dei ruoli, di fare più veloce possibile per approvare il decreto sul terremoto» del 24 agosto. «Perché lì — ha sottolineato — ci sono le risorse e gli strumenti per mettersi a lavorare subito». Renzi, inoltre, ha annunciato la preparazione «di un emendamento che comprenda le novità di questa vicenda sismica: allargheremo a Camerino e non solo». Ribadito inoltre il no a nuove tendopoli per sistemare gli sfollati: «Non ci prendiamo in giro, qui siamo a ottobre, non possiamo immaginare di passare l’inverno in tenda, non bisogna metterle nemmeno le tendopoli, questo è l’obiettivo. Vediamo come fare nei prossimi giorni». Serve «un intervento strutturale per intervenire nelle zone colpite dal terremoto. Lo dobbiamo spiegare bene all’Italia, all’Europa, a tutti» ha aggiunto. «Come stiamo facendo ad Amatrice, non dobbiamo lasciare che il riflettore si spenga su questi luoghi e cada l’attenzione della politica». E sui costi per la ricostruzione post-sisma è intervenuto ieri anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nella risposta alla richiesta di chiarimenti sul bilancio 2017 da parte della Commissione europea. Per il terremoto, si legge nella lettera, nel 2017 si prevede una spesa di 4,8 miliardi di euro. Oltre metà, 2,8 miliardi, per l’assistenza alle popolazioni colpite, la ricostruzione delle case e delle infrastrutture distrutte o lesionate, e la messa in sicurezza delle 42 mila scuole italiane, il 30 per cento delle quali «ha bisogno di manutenzione strutturale o di essere completamente ricostruito».

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23 luglio 2019

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