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La sfida del Samaritano

· Papa Francesco nelle parrocchie romane ·

Fin dai primissimi minuti del suo pontificato, Papa Francesco aveva lasciato intendere la particolare attenzione che avrebbe riservato alla sua nuova diocesi. «La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo: grazie! (...) E adesso, incominciamo questo cammino: vescovo e popolo», aveva proclamato dal loggione di San Pietro, il 13 marzo 2013, il neoeletto Jorge Mario Bergoglio, il primo Papa argentino, venuto «dalla fine del mondo». Un primo segno di “irritualità” — quello di anteporre lo status di vescovo di Roma al papato universale — seguito da un secondo gesto di rottura: la richiesta di benedizione da parte del suo popolo.

Come vescovo di Roma, Francesco ha proseguito nella lunga tradizione delle visite dei Papi alle parrocchie romane, colorando questa pratica di nuovi significati e nuovi messaggi. Una riflessione ad hoc è sintetizzata nel libro Pellegrino di periferia. Le visite di papa Francesco alle parrocchie romane (Amazon, 2019), di Giovanni Tridente, con introduzione del nostro direttore.

Capo ufficio stampa della Pontificia università della Santa Croce, dove è docente incaricato di Position papers, presso la Facoltà di comunicazione, l’autore prende spunto dai primi passi dell’attuale pontificato, per individuare nelle visite parrocchiali di Francesco un aspetto specifico della “Chiesa in uscita” da lui teorizzata e praticata. In molti quartieri degradati di Roma, la Chiesa rappresenta un agente di redenzione umana, prima ancora che di evangelizzazione, rispondendo alla vocazione del “buon samaritano”. Papa Francesco ha colto nel segno di questa sfida e, negli ultimi due anni, ha dedicato alle parrocchie romane un tempo che — osserva Tridente — tradotto in termini di strada percorsa, partendo dal Vaticano, equivale a 178 chilometri, per un totale di 37 ore di cammino, secondo il calcolo di Google maps.

L’autore ha preso in esame le nove visite compiute da Francesco ad altrettante parrocchie dal 15 gennaio 2017 al 7 aprile 2019: Santa Maria a Setteville, Santa Maria Josefa a Ponte di Nona, Santa Maddalena di Canossa a Ottavia, San Pier Damiani a Casal Bernocchi, San Gelasio I Papa a Ponte Mammolo, San Paolo della Croce a Corviale, Santissimo Sacramento a Tor de’ Schiavi, San Crispino da Viterbo a Labaro, San Giulio Papa a Monteverde. Quartieri che, per la quasi totalità, nei romani evocano luoghi di emarginazione, precarietà, povertà e disagio giovanile: quelle stesse “periferie” a cui il Papa sta costantemente rivolgendo la sua attenzione pastorale da più di sei anni.

Tridente accenna al background sociale e alle principali attività catechetiche, oratoriali e caritative di ogni parrocchia visitata. Viene poi offerta una sintesi degli interventi e degli incontri del Pontefice in ciascuna delle comunità parrocchiali, cogliendo lo spirito dei messaggi trasmessi dal vescovo di Roma in quelle occasioni.

In conclusione, l’autore individua una serie di leitmotiv ricorrenti durante le visite di Papa Francesco, individuando in particolare: l’incontro con Gesù; la testimonianza e il rigetto del proselitismo; la gioia e la pace; la missione e la vocazione; l’apostolato dell’ascolto; la nocività della maldicenza; la preghiera per gli altri; gli ammalati, gli anziani e i bisognosi; la devozione alla Vergine Maria.

di Luca Marcolivio

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25 agosto 2019

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