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La semina dell’odio

· Un sacerdote di ottantaquattro anni brutalmente assassinato da terroristi islamici durante la messa in una chiesa della Normandia ·

Il Papa esprime il proprio dolore e il vescovo di Rouen lascia la gmg chiedendo ai giovani non abbassare le braccia davanti alla violenza

Parigi, 26. Dolore e orrore per la «violenza assurda», condanna radicale «di ogni forma di odio», preghiera per le persone colpite. Sono questi i primi sentimenti espressi da Papa Francesco — tramite il direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi — di fronte all’ennesimo episodio di terrore jihadista che ha colpito la Francia a meno di due settimane dalla strage di Nizza del 14 luglio. 

La polizia presidia le strade di Saint-Étienne-du-Rouvray dopo l’attacco terroristico alla chiesa  (Ansa)

Due uomini armati di coltelli hanno fatto irruzione questa mattina in una chiesa di Saint-Étienne-du Rouvray, vicino Rouen, mentre si stava celebrando la messa, e hanno ucciso un sacerdote — sgozzandolo — dopo averlo preso in ostaggio insieme a due suore e tre fedeli. Anche uno dei fedeli è stato sgozzato ed è ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Il cosiddetto Stato islamico (Is) ha rivendicato l’attacco affermando che è stato compiuto da due “soldati” del gruppo fondamentalista. Appresa la tragica notizia Papa Francesco — tramite un telegramma, a firma del segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, inviato all’arcivescovo di Rouen, monsignor Dominque Lebrun, — ha voluto assicurare «la sua vicinanza spirituale» e associarsi «con la preghiera alla sofferenza dei familiari, al dolore della parrocchia e della diocesi di Rouen». Nel messaggio il Pontefice «invoca Dio, padre misericordioso, affinché accolga l’abate Jacques Hamel nella pace della sua luce e porti conforto alle persone ferite». Il Santo Padre si dice «particolarmente scosso da questo atto di violenza che si è svolto in una chiesa, nel corso di una messa, azione liturgica che implora da Dio la sua pace per il mondo. Egli chiede al Signore di ispirare a tutti pensieri di riconciliazione e di fraternità».

Anche il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso «si unisce alla grande prova che la comunità cattolica di Francia vive oggi e le esprime la propria comunione spirituale e la propria solidarietà nella speranza», come scrive il cardinale presidente Jean-Louis Tauran, in un messaggio inviato al vescovo Michel Dubost, presidente del consiglio per le relazioni interreligiose della conferenza dei vescovi di Francia. In precedenza, padre Lombardi aveva commentato il sanguinoso episodio: «una nuova notizia terribile, che si aggiunge purtroppo a una serie di violenze che in questi giorni ci hanno già sconvolto, creando immenso dolore e preoccupazione». «Siamo particolarmente colpiti — aveva sottolineato — perchè questa violenza orribile è avvenuta in una chiesa, un luogo sacro in cui si annuncia l’amore di Dio, con la barbara uccisione di un sacerdote e il coinvolgimento dei fedeli. Siamo vicini alla Chiesa in Francia, all’arcidiocesi di Rouen, alla comunità colpita, al popolo francese».

Da Cracovia, dove si trova per la Giornata mondiale della gioventù, l’arcivescovo di Rouen ha riferito che nell’attacco alla chiesa di Saint-Étienne du Rouvray sono morti il sacerdote «Jacques Hamel, 84 anni, e gli autori dell’assassinio». Altre tre persone sono rimaste ferite, di cui una in modo molto grave, ha precisato in comunicato, annunciando che stasera rientrerà nella sua diocesi dalla Polonia per unirsi alle famiglie e alla comunità parrocchiale di Saint-Étienne du Rouvray, che sono «molto sconvolte». «La Chiesa cattolica — ha detto ancora — non ha altre armi che la preghiera e la fratellanza tra gli uomini. Lascio qui a Cracovia centinaia di giovani che sono l’avvenire dell’umanità, chiedo loro di non abbassare le braccia davanti alla violenza e di diventare gli apostoli della civiltà dell’amore».

A dare l’allarme dell’assalto in chiesa è stata una suora, che è riuscita a scappare. In un primo momento i media francesi avevano parlato di “squilibrati”, ma con il passare delle ore è emersa più chiaramente la natura dell’attacco, la cui matrice è legata al terrorismo islamico. A cominciare dal fatto che i due, secondo le «Point», sono entrati nella chiesa gridando “Daesh”, l’acronimo arabo per indicare il cosiddetto Stato islamico (Is). Uno dei due assalitori indossava la “chaachia”, il caratteristico copricapo di lana portato dai musulmani, e aveva la barba. Lo ha reso noto una fonte della polizia, citata dal quotidiano «Le Figaro».

I due uomini erano entrati attraverso la porta posteriore della chiesa durante la messa e il sequestro è andato avanti per circa un’ora. Le teste di cuoio hanno successivamente dato l’assalto alla chiesa uccidendo i due attentori (un agente sarebbe rimasto ferito nel blitz), riferiscono le agenzie di stampa. Gli inquirenti stanno cercando di far luce su questo ennesimo episodio di violenza mentre la Francia si trova ancora in stato di emergenza, che durerà fino al gennaio dell’anno prossimo. Le indagini sono state affidate alla procura antiterrorismo.

Il presidente francese, François Hollande, e il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, sono arrivati in tarda mattinata sul luogo dell’assalto alla chiesa a Saint-Étienne du Rouvray, vicino Rouen. Appena giunto sul posto, il capo dello Stato ha reso omaggio alle teste di cuoio che hanno abbattuto i due assalitori, alle forze dell’ordine e ai soccorsi. «Ci troviamo ancora una volta di fronte a una prova, la minaccia è molto elevata», ha sottolineato Hollande. «E’ una guerra da condurre con tutti i mezzi nel rispetto dei diritti» ha aggiunto il presidente francese ricordando che i «terroristi vogliono dividerci». «Sono voluto venire qui per esprimere il nostro dolore e sostegno anche alle forze di sicurezza che hanno evitato un bilancio ancora più pesante».

Un attentato terroristico perpetrato da due individui che hanno agito «in nome dell’Is» ha aggiunto Hollande, condannando l’«ignobile» assalto alla chiesa nei pressi di Rouen. In una nota dell’Eliseo, Hollande rivolge infine alle «famiglie delle vittime e all’insieme dei cattolici di Francia la solidarietà e le condoglianze della Nazione». Dal canto suo, il premier francese, Manuel Valls, in un messaggio su twitter, ha espresso «orrore di fronte al barbaro attacco nella chiesa. La Francia intera e tutti i cattolici sono stati colpiti. Faremo blocco».

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