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​La Sea Watch 3
in acque italiane

· Con quarantasette migranti a bordo ·

La nave Sea Watch 3 è entrata nelle acque territoriali italiane ed è ancorata a un miglio al largo delle coste di Siracusa, affiancata da motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza. L’imbarcazione, che batte bandiera olandese ma che appartiene all’ong tedesca Sea Watch, ha raccolto sei giorni fa 47 migranti al largo della Libia ed è alla ricerca di un porto a cui attraccare.

La Sea Watch 3 (Reuters)

Considerate le cattive condizioni del tempo che avevano messo in pericolo la sicurezza dei migranti a bordo, il governo italiano ha autorizzato l’entrata nelle acque territoriali italiane della Sea Watch 3. L’ong ha precisato su Twitter che le autorità italiane le hanno assegnato un posto di fonda a 1,4 miglia dal porto di Augusta, in Sicilia, ma non l’hanno autorizzata ad attraccare in un porto italiano, come prevedono invece le norme del diritto internazionale. «Chiediamo alle autorità italiane e all’Europa che siano rispettate le norme internazionali e che sia concesso ai migranti lo sbarco in un porto sicuro», hanno dichiarato ieripomeriggio alcune ong, tra le quali Save the children, Amnesty International o ancora Medici senza frontiere. «La sicurezza e la protezione delle vite umane devono essere una priorità assoluta: queste persone non devono subire nuove sofferenze» si legge nella stessa dichiarazione.
«Non è questa o quella associazione privata che decide le norme sull’immigrazione», in Italia «si arriva con il permesso» ha risposto il ministro dell’interno italiano Matteo Salvini, indicando che il suo governo è invece disponibile «come sempre ad aiutare, a mandare dottori, cibo e medicinali». Concetti dello stesso tenore sono stati formulati dal ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio: «La nave Ong Sea Watch 3 — ha scritto su Facebook — avrà dal governo italiano supporto medico e sanitario qualora ne avesse necessità, ma la invito ancora a puntare la prua verso Marsiglia». 

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23 agosto 2019

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