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La scure di Moody's sulle rovine di Atene

· Tagliato di tre livelli il rating sul debito sovrano ·

Per la Grecia mala tempora currunt. L’agenzia Moody’s ha infatti annunciato di aver tagliato di tre livelli — da Caa1 a Ca — il rating sul debito sovrano. La scelta è stata motivata alla luce del pacchetto di aiuti deciso la scorsa settimana dai membri dell’eurozona, nel quale figurano misure che implicano «sostanziali perdite economiche» per i creditori privati.

Per Moody’s inoltre il programma internazionale di salvataggio delle finanze della Grecia «comporta una probabilità di default sui titoli di Stato greci praticamente del cento per cento».

Le banche, ricorda l’agenzia di rating, «hanno accettato di tagliare il valore dei loro titoli del ventuno per cento come parte del programma di conversione delle obbligazioni e di riacquisto del debito».

Moody’s riconosce che il pacchetto di aiuti dovrebbe «aumentare la probabilità che la Grecia sarà in grado di stabilizzare e quindi ridurre il peso globale del debito». Inoltre, si legge in una nota dell’agenzia, degli interventi «beneficeranno anche tutti i debiti sovrani della zona euro» che vedranno contenuto «il rischio di contagio che avrebbe probabilmente fatto seguito a un default» non strutturato della Grecia. Per Atene, comunque, conclude Moody’s, restano «problemi di solvibilità a medio termine». Lo stock del suo debito sarà ancora ben al di sopra del cento per cento del pil per molti anni.

Intanto, dopo una breve pausa di riposo per il fine settimana, seguita al vertice europeo di giovedì, il Governo greco si è messo oggi nuovamente al lavoro. Il primo ministro George Papandreou ha in programma una serie di incontri con i leader dei partiti dell’opposizione per informarli sulle decisioni adottate nel corso del vertice, mentre mercoledì si riunisce il gruppo parlamentare del Psok, il partito al Governo e, il giorno dopo — al rientro del ministro delle Finanze Evangelos Venizelos dagli Stati Uniti — si riunirà il Consiglio dei ministri. Papandreou, in una lettera che, stando alla stampa greca, sarà inviata a tutti i ministri, chiederà alla compagine governativa di intensificare gli sforzi e di non perdere nemmeno un giorno, durante il periodo estivo, per mettere in pratica le decisioni prese a Bruxelles, e, naturalmente, la realizzazione del programma economico a medio termine.

Il vertice dell’Unione europea di giovedì scorso ha permesso di raggiungere un accordo per complessivi 160 miliardi. Ma, come ricordano gli analisti, la mossa decisiva non c’è stata: la proposta degli Eurobond è rimasta sul tavolo.

Oltre al prestito di 110 miliardi di euro concesso ad Atene lo scorso anno dall’Unione europea e dal Fondo monetario internazionale (Fmi), è stato varato un nuovo piano di aiuti per 109 miliardi di euro. È stato previsto il coinvolgimento dei privati, come chiesto dal Governo tedesco. Questo vuol dire che anche il settore bancario (fondi assicurativi e fondi di pensione) parteciperà agli sforzi di salvataggio su base volontaria. L’importo totale di una simile operazione dovrebbe aggirarsi sui trentasette miliardi di euro entro il 2014. Entro il 2020, il totale stimato è di 135 miliardi.

Da ricordare che un’altra importante misura approvata durante il vertice di Bruxelles è l’aumento della flessibilità del fondo salva-Stati, che potrà intervenire per finanziare la ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie con prestiti ai Governi, anche non coperti a programmi di aiuti, e acquistare il debito dei Paesi in difficoltà sul mercato. Ciò potrà essere fatto solo se la Banca centrale europea considererà l’esistenza di circostanze eccezionali e con l’unanimità dei Governi.

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