Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​La Scozia frena sulla Brexit

· Voto contrario sulla legge quadro approvata dalla camera dei comuni ·

In strada a Glasgow manifestanti pro e contro l’indipendenza della Scozia (Afp)

Il parlamento locale della Scozia ha negato il consenso sulla legge quadro per la Brexit promossa dal governo conservatore britannico del premier Theresa May, che è già stata approvata in prima lettura dalla Camera dei comuni a Londra. L’assemblea di Hollyrood si è pronunciata al riguardo ritenendo che la legge sia destinata ad avere un impatto su materie che in questi anni sono state “devolute” a Edimburgo. Secondo Downing Street, non si tratta di un voto vincolante poiché la Scozia non ha poteri sulla Brexit e sulla politica estera in genere. La decisione di Edimburgo, però, è senza precedenti: potrebbe aprire una crisi costituzionale e spianare la strada al referendum sull’indipendenza. I no sono stati sanciti dal gruppo maggioritario degli indipendentisti dell’Snp del primo ministro scozzese Nicola Sturgeon, dalla quasi totalità di quello dei laburisti, dai Verdi e dai LibDem. Mentre i sì alla legge sono arrivati dai conservatori locali guidati da Ruth Davidson. Secondo Sturgeon, l’opposizione del parlamento scozzese — rimasto sostanzialmente solo, dopo il compromesso raggiunto con Londra sulla Brexit da quello gallese — deve essere tenuto in conto sulle questioni potenzialmente legate al decentramento di alcune competenze legislative e amministrative alle autonomie territoriali. Il parlamento scozzese ha respinto il testo proposto dai britannici con 93 voti contro 30. Come spiegato dal «The Guardian», il voto non è giuridicamente vincolante, ma costringerà Theresa May a una scelta difficile. Il governo britannico potrebbe procedere dritto per la sua strada, ma potrebbe anche scegliere di concedere ulteriori poteri al governo scozzese. Potrebbe farlo soprattutto per evitare l’ipotesi che da tempo echeggia nella regione settentrionale della Gran Bretagna: un referendum sull’indipendenza. I due governi, quello di Londra e quello scozzese, hanno aperto un confronto politico fin dal giorno del referendum sulla Brexit. La maggioranza della popolazione scozzese, il 23 giugno 2016, ha votato contro l’uscita del Regno Unito dall’Ue.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

28 maggio 2018

NOTIZIE CORRELATE