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La scommessa
di Hillary Clinton

· ​Discorso finale della candidata alla convention democratica ·

«Con umiltà e determinazione, e con la massima fiducia nel futuro dell’America, io accetto la vostra nomination. Per la prima volta nella storia un grande partito ha designato una donna per la presidenza degli Stati Uniti. 

Clinton insieme  al suo vice Tim Kaine (Afp)

Sono felice per le nostre nonne e le nostre bambine. Anche per i ragazzi: quando cade una barriera si aprono nuove strade per tutti, e il cielo è l’unico limite». Sono parole importanti, piene di significato, quelle usate da Hillary Clinton per annunciare la sua decisione di accettare la nomination democratica alla Casa Bianca. Nel giorno conclusivo della convention, nella Wells Fargo Arena di Filadelfia, Clinton ha rilanciato la sua battaglia per dare nuova fiducia all’America del dopo Obama, ancora piegata dalla crisi. «Sono qui per dirvi che il progresso è possibile. Da oggi cominciamo a scrivere un nuovo capitolo. Tutti insieme». Stronger Together, più forti insieme, è lo slogan che Clinton ha voluto per questa convention, ed è anche l’essenza del suo messaggio: l’idea di una donna che vuole costruire una società più solidale e umana, riprendendo l’eredità lasciata da Obama. Nel suo discorso (durato circa sessanta minuti) Clinton si è rivolta anzitutto ai sostenitori di Bernie Sanders, la cui adesione sarà essenziale per sconfiggere il candidato repubblicano, Donald Trump, l’8 novembre. «Voglio ringraziare Bernie — ha spiegato l’ex first lady — perché ha ispirato milioni di persone, tanti giovani ci hanno messo il cuore e l’anima. A tutti i tuoi sostenitori voglio dire: la vostra battaglia di giustizia sociale è la nostra, il Paese ha bisogno di voi, delle vostre idee e della vostra energia, ora la vostra piattaforma deve diventare il cambiamento reale». La candidata ha quindi puntigliosamente elencato tutte le riforme che ha concordato con Sanders: aumento del salario minimo legale, no a trattati di libero scambio poco chiari, università gratuita per gli studenti meno abbienti, più tasse sui ricchi, sanzioni fiscali sulle multinazionali che delocalizzano, un giro di vite contro la finanza di Wall Street.

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05 dicembre 2019

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