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​La scatola magica di Nelson Mandela

· ​Ripubblicate trenta favole provenienti da tutto il continente africano ·

«Una storia è una storia e ognuno di noi la può raccontare secondo la sua immaginazione, il suo modo di essere e il suo ambiente; e se alla nostra storia succede di mettere le ali e di diventare proprietà di altri, noi non possiamo trattenerla. Un giorno tornerà da noi, arricchita di nuovi dettagli e di una voce nuova».

Illustrazione di Baba Africa

Così Nelson Mandela introduceva una sua personale scelta di favole provenienti da vari paesi del suo continente, oggi ripubblicate sotto il titolo Le mie fiabe africane, con traduzione e introduzione di Bianca Lazzaro e un corredo di coloratissime immagini, espressive ed efficaci, affidate a sedici artisti rigorosamente africani (Roma, Donzelli, 2016, pagine 192, euro 23, nella collana «Fiabe e storie» che sta riproponendo in edizioni illustrate e con ricchi apparati le tradizioni favolistiche mondiali).
In una natura totalmente animata, tra deserto e cespugli spinosi, alberi insidiosi e lussureggianti, lupi e sciacalli, bambini più o meno docili ma singolarmente adulti, laghi e lune attivamente dialoganti con il genere umano, il filologo rintraccerà le tessere di temi universali nei quali tout se tient (da Cenerentola a Pollicino alle favole antropomorfe), mentre al lettore qualsiasi si aprirà uno scrigno nel quale gli si rivelerà “diverso” ciò che è anche suo.
Kenya, Botswana, Zululand, Lesotho, Sud Africa, Nigeria, Zimbabwe e tutti gli altri territori e paesi da cui emergono le voci che si compongono in questo libro vengono così a disegnare — insieme agli elementi della natura e della fauna — una mappa nella quale non c’è un più grande e un più piccolo o un più loquace, ma ognuno canta e tace, incanta e cambia, teme e gode, spera e ride e piange a suo modo, e tutto si rivela “necessario” alla realtà non meno che alla fantasia. «Il mio desiderio — conclude Mandela — è che in Africa la voce del cantastorie possa non morire mai, e che tutti i bambini africani abbiano la possibilità di sperimentare la magia dei libri senza smarrire mai la capacità di arricchire la loro dimora terrena con la magia delle storie».

di Isabella Farinelli

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18 luglio 2018

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