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La santità non appartiene al passato

· A colloquio con il cardinale Angelo Amato sulle canonizzazioni di domenica prossima ·

La santità non fa distinzioni di sesso, cultura, lingua, razza e condizione sociale. È il sacramento del battesimo che apre a tutti i cristiani la via della santità, qualunque sia la nostra condizione. Non ha dubbi, in questo senso, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. E nell’intervista rilasciata al nostro giornale prende come esempio Caterina Tekakwhita, la nativa nordamericana che Benedetto XVI eleverà domenica prossima 21 ottobtre, agli onori degli altari, insieme con altri sei beati: il gesuita Jacques Berthieu, il giovane catechista Pedro Calungsod, il sacerdote bresciano Giovanni Battista Piamarta, María Carmen Sallés y Narangueras, fondatrice di un istituto religioso dedito all’emancipazione delle donne e della gioventù, Marianna Cope, che spese tutta la sua vita al servizio dei lebbrosi nell’isola di Molokai, la laica Anna Schäffer, che visse la sofferenza come strumento di redenzione per sé e per gli altri. Un gesto significativo che si compie in un periodo particolarmente importante nella vita della Chiesa universale.

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21 luglio 2019

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