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La santa che fece l’Italia

· Una mostra al Vittoriano ricorda la figura di Francesca Cabrini ·

Cosa hanno in comune la borsa da viaggio di Francesca, il cioccolatino di Luisa e il quaderno di Oriana? La risposta si trova nel salone centrale del Complesso del Vittoriano a Roma. Gli oggetti menzionati, infatti, appartengono a tre delle protagoniste della mostra «Le donne che hanno fatto l’Italia», visitabile gratuitamente in via San Pietro in Carcere. Se sono tante le figure femminili variamente citate e illustrate, poche hanno però avuto l’onore di vedersi dedicare delle teche monotematiche.

Tra queste, Francesca Cabrini (1850-1917), santa, fondatrice, emancipazionista, scrittrice, imprenditrice, educatrice, viaggiatrice e tanto altro ancora. In mostra è possibile ammirare diversi oggetti capaci di raccontare la vita di questa minuta titana della fede e della femminilità, nominata nel 1950 patrona degli emigranti. Tra gli altri, sono esposti il certificato di cittadinanza americana ottenuta da Madre Cabrini nel 1909 (canonizzata nel 1946, fu la prima santa della Chiesa cattolica americana); il Vademecum per gli Stati Uniti; la lettera che i prigionieri di Sing Sing (carcere di massima sicurezza nello Stato di New York) scrissero alla religiosa.

Questi oggetti sono prestiti provenienti dal museo cabriniano di Sant’Angelo Lodigiano e da quello di Codogno. Quest’ultimo, che ha sede in alcuni locali della prima Casa istituita da Madre Cabrini nel 1880 (quando, in seguito all’esortazione di monsignor Domenico Gelmini, vescovo di Lodi, fondò l’Istituto delle missionarie del Sacro Cuore di Gesù), presenta un percorso espositivo — fatto di oggetti e documenti — che consente al visitatore di attraversare i luoghi dove originariamente trovavano posto le celle delle suore e la camera della santa. La disposizione dei materiali segue una scansione non rigidamente cronologica, ma tematica (in rete www.museocabrinianodicodogno.it è l’indirizzo del sito realizzato ottimamente).

Promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Comitato dei garanti per le celebrazioni dei centocinquant’anni dell’Unità in collaborazione con l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, la mostra al Vittoriano chiuderà il prossimo 20 gennaio.

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11 dicembre 2019

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