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La Russia critica verso le nuove sanzioni imposte a Teheran

· Perché adottate al di fuori dell'ambito Onu ·

La Russia giudica inaccettabili le sanzioni contro l’Iran adottate dagli Stati Uniti, dall’Ue e dal Canada. Lo ha riferito ieri il ministero degli Esteri di Mosca, citato dalle agenzie Interfax e Itar-Tass.

Nonostante il Cremlino sia impegnato da alcuni giorni in un duro scambio di dichiarazioni con Teheran, il portavoce del ministero degli Esteri, Andrei Nesterenko, ha affermato: «Giudichiamo inaccettabile l’uso delle sanzioni unilaterali o collettive fuori dal quadro delle sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Purtroppo siamo costretti a constatare che tutte le ultime misure dell’Unione europea, del Canada e degli Stati Uniti per aumentare le pressioni sull’Iran dimostrano un disprezzo dei principi comuni» con la Russia. Dopo quelle approvate dal Congresso statunitense, lunedì i ministri degli esteri dell'Ue e il Canada hanno adottato sanzioni contro l'Iran che colpiscono i settori chiave dell'economia (restrizioni nel campo energetico, bancario, dei trasporti) per spingere le autorità di Teheran a riprendere i negoziati sul suo controverso programma nucleare.

Intanto, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha annunciato di aver ricevuto la lettera con la quale l’Iran risponde alle domande poste dai diplomatici in merito allo scambio di combustibile nucleare proposto da Brasile, Turchia e la Repubblica islamica. «La lettera — ha detto il portavoce dell’Aiea Gill Tudor — è stata trasmessa ai Governi di Francia, Russia e Stati Uniti, così come ai Governi di Brasile e Turchia».

Nel frattempo, il Governo di Berlino si aspetta da Teheran una soluzione globale sul suo programma nucleare e non intende accettare nessuna proposta parziale per risolvere il contenzioso. Lo ha detto ieri a Lubiana, dove si trovava in visita ufficiale, il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, dopo l’annuncio dell’Iran di una disponibilità a riprendere i colloqui a settembre, malgrado le sanzioni decise dai ministri degli Esteri dell’Ue. «Le sanzioni sono una sorta di ponte e noi speriamo che l’Iran sappia capire il messaggio e garantire alla comunità internazionale la trasparenza del suo programma nucleare», ha spiegato il capo della diplomazia di Berlino, sottolineando che le misure decise a Bruxelles non sono dirette contro il popolo iraniano.

È necessario «tornare al tavolo delle trattative il più presto possibile». È quanto ha sottolineato l’alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell'Ue, Catherine Ashton, riferendosi al dossier nucleare di Teheran. Vorremmo che le trattative riprendessero «il prima possibile», ha sottolineato nella conferenza stampa con il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, assicurando che le sanzioni adottate contro l’Iran da Bruxelles nei giorni scorsi «sono solo un modo per riprendere il dialogo».

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26 aprile 2019

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