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La rivoluzione di stare
con Madre Terra

· Il Papa della Laudato si' ·

Incontro con Vandana Shiva, l'attivista indiana che sarà all'evento di Assisi

Quando Papa Francesco la invitò a partecipare a due incontri di preparazione per Laudato si’, l’enciclica del 2015 “sulla cura della casa comune”, Vandana Shiva gli portò un regalo: «una stola di cotone organico tessuta a mano nei Gandhi Ashrams, parte del progetto in difesa dei contadini indiani intrappolati dal cotone geneticamente modificato. Noi salviamo i semi locali e aiutiamo i contadini a tornare all’organico; sono molto felice di dire che quest’anno, nei villaggi dove abbiamo lavorato, c’è stato un calo del 60 per cento degli Ogm».

Papa Francesco e Vandana Shiva durante un incontro in Vaticano

Fondatrice, 30 anni fa in India, dell’associazione Navdanya per la difesa dei semi organici, della biodiversità e dei diritti dei piccoli agricoltori, è convinta che le donne salveranno il mondo. Perché?

Perché lo stanno già facendo. Siamo seed keepers, custodi dei semi, nessun potere sulla Terra può impedirci di lavorare sulla terra e per la Terra. Ci impegniamo per creare un nuovo sistema basato sulla cura e la condivisione, proprio come indicato nell’enciclica.

Ma il mondo non sta salvando le donne, vittime di disparità di genere, violenza, sfruttamento. Come si possono difendere?

In qualsiasi sistema violento, come quello in cui viviamo, le donne pagano un prezzo altissimo. È molto importante che si riconosca che sono loro a subire le peggiori violenze. Il problema è nella doppia diseguaglianza, economica e sessuale.

Di cui le vittime di tratta sono la più drammatica incarnazione.

Violenza, tratta, schiavitù, sono impatti della diseguaglianza. Va riconosciuto alle donne il diritto al proprio sostentamento, alla dignità del lavoro, alle risorse, alla terra.

Durante i lavori del Sinodo per l’Amazzonia si è dibattuto sulla questione femminile e sul ruolo attivo delle donne nella Chiesa. Che ne pensa?

Se vai agli Uffizi o nelle chiese di Firenze (la città dove Navdanya International ha sede oltre che a Roma, ndr) chi trovi al centro? Maria. La Chiesa porta un carico di storia che non conosco abbastanza, ma penso che Papa Francesco affronti il problema; che possa farlo, trovando il momento giusto, nello stesso modo in cui ha spostato la Chiesa dalla parte di Madre Terra, piuttosto che di chi la sfrutta. Maria, in quanto madre di Gesù, ha in sé la cura per le generazioni future.

La diseguaglianza è un problema che interpella tutti?

Tutti i culti hanno avuto lampi di donne leader e maestre spirituali e forze di oppressione patriarcale. In India ci sono state eccezionali mistiche come Meera Bai. Ora siamo al punto che il patriarcato sta dominando, ma credo che rispettare le donne sia parte della ridefinizione della missione umana. Agli uomini potrebbe giovare quello che Gandhi chiamava il potere femminile della compassione: una preghiera al giorno mi rende più femminile, diceva.

Lei è religiosa?

Io sono profondamente spirituale, non religiosa.

Perché ha definito “Laudato si’”, il manifesto del XXI secolo per la Democrazia della Terra?

Il Papa dice che il pianto della Terra e il pianto dei poveri non sono due pianti separati. Ai poveri vengono negati cibo, acqua, lavoro, rifugio. Tutte cose che la Terra fornisce. Dobbiamo prenderci cura di lei attraverso sistemi di giustizia economica, riconoscere che è viva, rispettare tutti i suoi esseri e le loro necessità. In uno dei dialoghi per cui siamo stati chiamati in Vaticano, l’obiettivo era ridefinire il paradigma economico. Giustizia e cura della Terra sono due facce della stessa medaglia.

Ritiene che l’appello del Pontefice sia ascoltato?

Ne sono convinta, lo dimostra l’Accordo di Parigi sul clima. Il Papa ha spostato il dibattito da un calcolo numerico a una questione morale.

Difendere la Terra e la biodiversità è anche un dovere spirituale?

Certo. Laudato si’ ha ricordato alla gente che siamo parte della Madre Terra, dunque tutte le altre specie sono la nostra famiglia. Il Papa ha scelto il nome di san Francesco, che chiamava fratelli e sorelle gli uccelli e i lupi e madre la Terra. Tante frasi dell’Enciclica risuonano con la mia cultura, la mia civiltà, che si basa sull’idea della Terra come unica famiglia. Il seme organico esprime l’integrità della creazione, gli organismi geneticamente modificati la negano: per me gmo vuol dire God Move Over, Dio fatti da parte, perché ora i creatori siamo noi...”.

Ci può essere un’alleanza tra il suo movimento e i ragazzi che seguono Greta Thunberg?

Greta ha voluto incontrarmi a Parigi e ha condiviso la mia battaglia. A chi mi dice ma questi ragazzi che protestano sono bianchi, rispondo che è ovvio: i ragazzini neri poveri stanno morendo di fame. Aspettarsi che dei bambini cui sono stati portati via la madre e il cibo si sollevino per uno sciopero sul clima, è un po’ assurdo. Gli altri sono ragazzi privilegiati, ma vedono dove va il mondo: devono parlare anche a nome di coloro che non hanno il privilegio di poter manifestare.

Vandana Shiva e Greta Thunberg a Parigi il 23 febbraio 2019 (foto da Twitter)

Come si può affrontare il dramma dei migranti?

Se ci prendiamo cura della Terra e del suolo, loro producono cibo. Con la coltivazione industriale i suoli sono stati distrutti e la gente strappata dalle proprie case. Nei quattro Paesi intorno al lago Ciad, le attività commerciali si sono prese l’80 per cento dei corsi dei fiumi: i contadini non hanno acqua, i pescatori non hanno pesci, i pastori non hanno erba. Da questo vengono guerre e crisi dei rifugiati. Il sistema che ne è responsabile dovrebbe chiedere scusa e accogliere coloro che arrivano. Se la Terra è la nostra casa comune, la nostra madre, ogni comunità ha il diritto di essere a casa ovunque.

E invece?

Sbattono loro la porta in faccia perché, come spiego nel libro Il pianeta di tutti (ed. Feltrinelli), l’uno per cento della popolazione ha il controllo dell’economia globale e non vuole perderlo. Per avere potere, deve creare ondate di odio, di paura e di esclusione: finché la società è occupata a polarizzarsi, non si volgerà verso il problema di rigenerare la Terra e quello della giustizia sociale ed economica. Fanno credere alla gente che i rifugiati prendono il loro lavoro, ma i rifugiati non hanno lavoro, la verità è che la gente perde il lavoro a causa della nuova economia tecnologica. Gli Stati Uniti sono una terra di rifugiati e migranti, i nativi sono stati uccisi dai colonizzatori; eppure, mentre la Statua della Libertà saluta le persone invitandole a entrare, il presidente Trump le spinge fuori.

Quanto è concreta la possibilità di un cambiamento?

Sono ottimista, penso che siamo in una fase di passaggio. Stiamo creando un nuovo sistema. Io coltivo la speranza, la speranza non viene dal cielo o dal supermercato. Non la compri, la cresci. Come ha detto Gandhi, la Terra fornisce abbastanza per soddisfare i bisogni di ogni uomo, ma non l’avidità di ogni uomo.

di Federica Re David

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