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La rivolta popolare in Kyrgyzstan mette in fuga il presidente Bakiev

· Resterà aperta la base militare americana di Manas ·

A cinque anni dalla rivoluzione dei tulipani, il Kyrgyzstan vede un nuovo rovesciamento violento del regime con uno scontro dall’esito non ancora del tutto certo. Quella di ieri è stata una giornata di caos e violenze tra manifestanti e forze dell’ordine al termine della quale l’opposizione ha annunciato la fuga del presidente Kurmanbek Bakiev, le dimissioni del Governo e la formazione di un Esecutivo di transizione guidato dall’ex ministro degli Esteri Roza Otunbayeva che oggi ha parlato al telefono con il premier russo, Vladimir Putin. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon — che manderà a Bishkek un suo inviato speciale il diplomatico slovacco Jan Kubis — il Cremlino, la Casa Bianca e la Cina invitano alla calma e lanciano un appello al dialogo pacifico tra le parti in lotta in Kyrgyzstan.

Putin è pronto a fornire tutti gli aiuti umanitari necessari al Kyrgyzstan e ha sollecitato il Governo ad interim a prendere tutte le misure necessarie alla protezione delle rappresentanze straniere e diplomatiche. Secondo la Otunbayeva l'opposizione ha il controllo totale del Paese, ma la situazione resta «difficile».

È stata una rivolta contro il dispotismo dell’ex rivoluzionario Bakiev, arrivato al potere nel marzo 2005 proprio sull’onda di una sommossa contro il vecchio regime erede dell’Urss e finito sotto accusa per la sua svolta autoritaria e la gestione nepotista dello Stato. Ieri lo hanno gridato a gran voce migliaia di manifestanti scesi in piazza nella capitale Bishkek, prendendo d'assalto e saccheggiando i palazzi del potere: la sede del Parlamento e della presidenza, e quella della televisione di Stato, che ha interrotto per alcune ore le trasmissioni. Secondo il bilancio del ministero della Sanità kyrgyzo, è di oltre 40 morti e 400 feriti il conto delle vittime. Ma per l’opposizione, i morti ammonterebbero ad almeno un centinaio. Disordini e saccheggi anche a Talas, 50 km a nordovest di Bishkek, e a Naryn, nel centro del Paese.

Roza Otunbayeva, ex ministro degli Esteri e protagonista della rivoluzione dei tulipani nel marzo 2005, ha detto all’agenzia Reuters che sarà lei a guidare il nuovo Esecutivo: «Resterò in carica per sei mesi e in questo periodo prepareremo una nuova Costituzione e creeremo le condizioni per nuove elezioni presidenziali libere ed eque». Quanto al presidente Bakiev, che Otunbayeva afferma essere tornato nella città natale di Jalalabad, il premier ad interim ha detto: «Vogliamo negoziare le sue dimissioni. I suoi affari qui sono finiti».

Da Washington, da dove sono giunti appelli alla calma, si è appreso che tutti i voli militari americani e della Nato dalla base di Manas, situata sul territorio del Kyrgyzstan e di vitale importanza per le operazioni americane in Afghanistan, sono stati sospesi. Ma il premier ad interim ha detto oggi che la base di Manas resterà aperta. La polizia di frontiera ha annunciato la chiusura del confine con il Kazakhstan su richiesta delle autorità di Astana. Anche l'Uzbekistan ha deciso di chiudere la frontiera con il Kyrgyzstan, sospendendo il transito di persone e merci.

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