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La rivincita di Elena
e Cassandra

Sebbene pronuncino poche parole e vengano sempre rappresentate come sottomesse al volere e ai capricci degli uomini, le donne nell’Iliade svolgono un ruolo fondamentale in funzione non solo dello sviluppo della trama, ma anche nella definizione del carattere degli stessi personaggi maschili. Ed è dunque doveroso rivalutare il valore delle donne nel poema omerico, facendo giustizia anche dei pregiudizi dello stesso autore che per bocca di Ettore dichiara: «La guerra è una questione per soli uomini». La rivendicazione del ruolo femminile nell’Iliade costituisce l’impianto narrativo del libro della scrittrice Pat Barker The silence of the girls (New York, Doubleday, 2018, pagine 293, dollari 27.95) che sta per uscire negli Stati Uniti. L’autrice, vincitrice nel 1995 del Booker Prize, riscrive — concedendosi una sorta di licenza poetica — le parti assegnate da Omero alle donne. «Il mio intento — afferma citata dal «New York Times» — è di riconoscere l’importanza del ruolo svolto dalle donne nel dispiegarsi dell’azione, importanza riconosciuta dallo stesso Omero, il quale però finisce per relegare in soffitta personaggi intorno ai quali in effetti ruota l’intera vicenda». E così Elena, che sarà la causa scatenante della guerra fra i greci e i troiani, non è concepita — come avviene nell’Iliade — quale semplice trofeo o muta statua. Nel romanzo di Barker, ella brilla di luce propria, coniugando bellezza estetica e bellezza intellettuale. Ad Andromaca, sposa di Ettore, Barker affida un avvincente monologo con il quale implora il marito di non attaccare Achille (mentre nell’Iliade il discorso, per quanto incisivo, s’impone con minore evidenza). E alla ribalta si staglia la sacerdotessa Cassandra, che predice, mai creduta, terribili sventure. «In Omero — afferma Barker — ella rischia di diventare una sorta di zimbello, mentre nel mio romanzo Cassandra viene elogiata per la sua lungimiranza e per la sua umile saggezza». Già lo scrittore statunitense Henry James, pur dichiarandosi ammiratore di Omero, aveva lamentato il fatto che nell’Iliade sul piedistallo della gloria e della fama erano stati posti gli uomini e non le donne. (gabriele nicolò)

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18 agosto 2019

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