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​La risposta
della non violenza

· Francesco sottolinea l’importanza di una reazione spirituale e morale alla guerra e al terrorismo e, nel giorno del suo compleanno, riceve una torta dai ragazzi dell’Azione cattolica italiana ·

«Cumpleaños feliz. Tanti auguri a te». Sono stati i bambini e i ragazzi dell’Azione cattolica italiana a festeggiare Francesco stamane, giovedì 17 dicembre, giorno del suo settantanovesimo compleanno. Intonando in spagnolo, la sua lingua natale, e in italiano, il tradizionale canto augurale, hanno portato in Vaticano una torta con una candelina rossa e convidiso un momento di gioia. Un legame privilegiato quello tra il Papa e i più piccoli, testimoniato anche dal libro Letterine a Papa Francesco, curato dalla giornalista Alessandra Buzzetti, al quale dedichiamo l’ultima pagina del nostro quotidiano. Lo stesso Pontefice ha dato personalmente il consenso alla realizzazione del volume, il cui ricavato viene devoluto a sostegno dei piccoli assistiti dal dispensario pediatrico Santa Marta in Vaticano.

Messaggi augurali sono giunti da ogni parte del mondo a Francesco, il quale, come di consueto, ha celebrato la messa e ha avuto una fitta agenda di impegni nella mattinata. Prima di ricevere nella Sala del Concistoro del Palazzo apostolico i ragazzi di Azione cattolica — ai quali ha raccomandato di «condividere il necessario» con gli altri coetanei «che ne sono privi» — aveva infatti incontrato quattro nuovi ambasciatori in occasione della presentazione delle lettere credenziali. Nella Sala Clementina ha pronunciato un discorso incentrato sull’importanza della maturazione nelle coscienze di «una reazione non violenta, ma spirituale e morale» al dilagare dei conflitti e del terrorismo nel mondo.

Ai rappresentanti diplomatici di Guinea, Lettonia, India e Bahrein, il Papa ha riproposto i contenuti principali del messaggio per la giornata mondiale della pace 2016, sottolineando l’attenzione che dev’essere riservata a «questa sfida: collaborare insieme per promuovere nel mondo una cultura della solidarietà, che possa contrastare quella globalizzazione dell’indifferenza che è purtroppo una delle tendenze negative della nostra epoca». Perché, ha spiegato, «sono molteplici le forme in cui tale atteggiamento di indifferenza si manifesta, e diverse sono anche le cause che concorrono ad alimentarlo, ma essenzialmente esse si riconducono a un umanesimo squilibrato, in cui l’uomo ha preso il posto di Dio e, quindi, è rimasto a sua volta vittima di varie forme di idolatria». Del resto, ha aggiunto, «anche la gravissima crisi ecologica che stiamo attraversando si può ricondurre a tale squilibrio antropologico».

Per fronteggiare queste situazioni il Pontefice ha chiesto, tra l’altro, di «investire sulla scuola» e ha sottolineato «il ruolo decisivo» dei mass media.

Il discorso del Papa ai nuovi ambasciatori 

Il discorso ai ragazzi dell'Azione cattolica 

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