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La risorsa più grande

· Diciassettesima congregazione generale ·

«Giovani, siete pronti a sognare? E noi, vescovi, siamo pronti a lasciarci disturbare dai sogni dei giovani e a camminare con loro per realizzare questi sogni di novità e di bellezza?». Con queste provocazioni, lanciate dall’arcivescovo Bruno Forte, si è significativamente aperta al sinodo, la mattina di sabato 20 ottobre, la presentazione delle ultime quattordici relazioni dei circoli minori, quelle relative alla discussione sulla terza parte dell’Instrumentum laboris: «Scegliere. cammini di conversione pastorale e missionaria». Con la messa a disposizione di questi testi e dei modi suggeriti per la stesura del documento finale, si è conclusa così la fase più corposa e impegnativa del lavoro dei padri sinodali. Toccherà ora alla commissione incaricata della redazione raccogliere tutto il materiale di suggerimenti, esperienze, testimonianze, obiezioni, condivisioni emerso fino a ora. Da martedì prossimo i padri potranno studiare il progetto di documento finale ed eventualmente proporre le loro osservazioni.

Pablo Picasso «La danza della giovinezza» (1961)

La diciassettesima congregazione generale, aperta con la preghiera guidata dal cardinale Baldisseri (Papa Francesco era assente per una serie di udienze programmate al palazzo apostolico), ha registrato la partecipazione di 235 padri ed è stata presieduta dal cardinale Bo.

È stato quindi l’arcivescovo Forte a inaugurare la serie di interventi con la relazione del circolo “Italiano b”, nella quale sono state sottolineate alcune carenze nel testo, su tutte quella relativa al significativo e necessario riferimento all’«opera dello Spirito Santo», il «divino sconosciuto». Di fronte alle molteplici sfide relative all’universo giovanile, si «avverte un generale bisogno di conversione pastorale» che porti la Chiesa da un impegno «per» i giovani a una Chiesa dove i giovani «abbiano spazio ai vari livelli e nei processi decisionali».

Quattro sono stati i «punti nodali» evidenziati dal circolo minore “Italiano a” (relatore l’arcivescovo Paglia) per evitare un elenco disarticolato di proposte: dare il primato all’annuncio evangelico, indirizzare i giovani alla prossimità verso i poveri, elaborare una proposta organica di formazione, far comprendere come l’Eucaristia sia il luogo privilegiato dell’evangelizzazione.

Il cardinale Lacunza Maestrojuán ha presentato il contributo del circolo “Spagnolo a” nel quale, tra i vari suggerimenti, ha avanzato l’idea di una sorta di mandato finale, in occasione della messa conclusiva del sinodo, che impegni l’assemblea a mettere in pratica l’esperienza vissuta in questi giorni.

Cosa fare concretamente perché i giovani si incamminino alla sequela di Cristo? È la domanda alla quale ha provato a rispondere il circolo “Francese a” (relatore il vescovo Percerou). Sottolineando l’importanza di valorizzare il ruolo fondamentale della famiglia come punto di partenza, uno dei punti suggeriti è stato quello di puntare a un’educazione integrale dei giovani.

Un richiamo a una «conversione profonda nello Spirito» che coinvolga l’intera Chiesa è venuto poi dal circolo “Francese b” (relatore il vescovo Béby Gnéba). Da parte sua, il vescovo Barron, relatore del circolo “Inglese d”, ha invitato, tra l’altro, a sostenere e aiutare i giovani a diventare protagonisti «nell’arena secolare del mondo», a lasciare un segno come cattolici nella vita di ogni giorno. Giovani protagonisti e non solo oggetto dell’evangelizzazione: ne ha parlato, a nome del circolo “Inglese a”, l’arcivescovo Martin. «Dobbiamo re-immaginare le parrocchie e le strutture», ha detto, per valorizzare quella che, nella Chiesa, è la «risorsa più grande».

Da ogni circolo minore sono giunti suggerimenti per approfondire alcune tematiche fondamentali. Lo ha fatto, ad esempio, il circolo “Spagnolo b” (relatore l’arcivescovo Parra Sandoval), che ha toccato temi come la valorizzazione dell’ambito della sessualità e, accanto a questo, l’accompagnamento verso chi ha differenti orientamenti sessuali, la valorizzazione del ruolo della donna, il sostegno alle scuole cattoliche o, ancora, il corretto utilizzo della rete e delle nuove tecnologie.

Un decalogo per «riaccendere le stelle nel cielo e nella notte dei giovani», è stato proposto, tramite il vescovo Fragnelli, dal circolo “Italiano c”: catechesi, itinerari di vita spirituale, itinerari di formazione sociale e di formazione teologica, programmi di servizi concreti all’uomo, sostegno ai migranti, dialogo ecumenico e interreligioso, formazione all’amore e alla sessualità, valorizzazione della liturgia.

Il circolo “Tedesco” (relatore il vescovo Oster) ha presentato 24 proposte concrete per i vescovi in favore dei giovani e, soprattutto, ha chiesto parole chiare riguardo al crimine dell’abuso dei bambini. Non si può tornare a casa, è stato sottolineato, senza un chiaro impegno di cura per le vittime.

Tra i suggerimenti inoltrati dal circolo “Inglese b” e presentati dal vescovo Edwards c’è stato anche quello per l’individuazione di nuovi modelli di formazione nei seminari. E se il circolo “Portoghese” (relatore il vescovo Da Silva Mendes), ha proposto la creazione di un osservatorio mondiale per i giovani, il circolo “Francese c”, con il suo relatore padre Cadoré, ha messo in evidenza che più che di un nuovo dicastero dedicato ai giovani, c’è bisogno di una pratica trasversale che preveda la partecipazione attiva dei giovani a tutti i dicasteri.

Come è emerso da più parti, anche l’ultima relazione, quella del vescovo Dowd per il circolo “Inglese c” ha ricordato che questo sinodo è solo l’inizio di un processo da portare nelle Chiese particolari: la fiamma è stata accesa e va mantenuta viva.

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16 luglio 2019

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